L'attacco al Rettore e la libertà di insegnare

È la seconda volta che la destra lucana si abbandona a attacchi inqualificabili al Rettore dell'Università di Basilicata. Era già accaduto all'inaugurazione dell'anno accademico. Si ripete ora, dopo che il prof. Tamburro ha preso parte, al pari di altri docenti dell'Ateneo lucano e delle scuole superiori di Potenza, alle lezioni in piazza organizzate dal movimento di lotta contro le misure del governo su scuola e università.
Niente di male se la polemica fosse rivolta alle opinioni politiche del Rettore. Cosa che anche a me è capitato di fare in qualche occasione, pur essendo collocati dalla stessa parte. Ma quello che si sostiene ora, e si è sostenuto allora, che il prof. Tamburro non ha diritto a esprimere i suoi convincimenti perché questo sarebbe incompatibile con la sua veste di Rettore.
La consigliera regionale Emilia Simonetti ha già giustamente fatto osservare che quello che può fare un Rettore lo stabiliscono coloro che - docenti e studenti - lo hanno eletto. Ma qui vorrei far notare che i rilievi sono avvenuti in relazione a un episodio in cui il prof. Tamburro stava facendo lezione, sia pure nella forma sui generis dell'intervento in una piazza. È insomma la libertà di insegnamento che si mette in discussione.
Si tratterebbe di episodi che non meriterebbero per la loro risibilità nemmeno un commento, se non fossimo in una regione in cui il potere politico (non la politica che avrebbe tutti i titoli per farlo, ma appunto il potere politico) ogni tanto ha la tentazione di dettare legge su tutto, da quello che debbono fare i magistrati all'azione dei corpi sociali autonomi. Le esternazioni della destra contro il Rettore dell'Università di Basilicata sono l'esasperazione volgare di una tendenza che ogni tanto fa capolino in tutti gli schieramenti politici. Reagire con prontezza è il modo per evitare che si possa tutti degenerare come è accaduto in questo caso alla destra lucana.
Il secondo aspetto che non dovremmo mai dimenticare è che l'autonomia dell'istituzione universitaria è un patrimonio antichissimo e preziosissimo della nostra civilizzazione sin dalla nascita nel medio evo delle libere università. Senza queste ultime non ci sarebbero stati Abelardo e nemmeno Tommaso d'Aquino, e quell'originale intreccio tra ragione e fede che diede vita alla Scolastica, e che ha costituito uno dei tratti fondativi della civilizzazione dell'Occidente. La nascita delle libere università fu il vero momento di rottura con le tendenze oscurantiste che attraversavano quei secoli agli albori della nostra storia.
Ora che l'autonomia dell'università è messa in discussione da provvedimenti (penso alle Fondazioni) che in regioni come la Basilicata possono asservirla all'arbitrio dei poteri locali che ne diverrebbero la principale fonte di finanziamento, è importante che si getti l'allarme contro tutte le tentazioni di limitarne la libertà d'azione, a cominciare dall'accanimento che la destra lucana dimostra verso il suo Rettore.

Il Quotidiano di Basilicata, 4 novembre 2008

   
 
         
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