Sanità nel Vulture
Localismi e populismi inutili e dannosi

Il modo in cui amministrazione comunale e forze politiche di Venosa si sono mosse nella discussione sulla riorganizzazione dell'Asl n. 1 non rappresenta una bella pagina per il centrosinistra del Vulture e dell'Alto Bradano. Localismo e populismo non sono una buona moneta per questa parte dello schieramento politico e quando ad essi si lascia libero corso è sempre la destra, alla fine, ad avvantaggiarsene.

E' prevalsa una concezione della politica, tipica di alcuni esponenti locali della Margherita, intesa insieme come pressione lobbistica e trattativa sottobanco con gli esponenti della giunta regionale. E questo non fa bene all'immagine di un'area della regione che spesso a ragione non tollera il centralismo con cui le istituzioni regionali affrontano i problemi e cercano le soluzioni.

Non deve sfuggire a nessuno che accogliere un piano sanitario che punta a una razionalizzazione della rete ospedaliera nella parte nord della Basilicata fondata essenzialmente sul ricongiungimento in un unico ospedale degli interventi per gli acuti e per l'urgenza è nell'interesse dei cittadini, anche di quelli di Venosa e dei comuni del Bradano. E sarebbe sicuramente meglio se la passione con cui si discute di ospedali fosse applicata a alcuni ritardi che durano nell'attuazione dei servizi del 118.

Si sarebbe potuto, quando alcuni anni fa si è discusso il piano sanitario regionale, obiettare che questi servizi dovessero essere accentrati su Venosa, che ha una collocazione più baricentrica rispetto a Melfi soprattutto per i comuni del Bradano. Ma allora non lo si è fatto, e ora si è di gran lunga fuori tempo massimo. Per il futuro si vedrà.

E' auspicabile che sul tema della sanità nel Vulture-Melfese un'intesa venga al più presto raggiunta e, probabilmente, la scelta di scorporare l'ospedale di Pescopagano dall'Asl n. 1 può costituire un contributo a trovare un accordo. Ma resta il modo di concepire l'azione politica e il rapporto con i cittadini, di cui in queste settimane abbiamo avuto un qualche esempio, che deve essere radicalmente cambiato. E credo sia ora di farlo.

"La Gazzetta del Mezzogiorno", 24 gennaio 2007

   
 
         
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