Regione Basilicata, non rimpasto ma crisi

"La Gazzetta del Mezzogiorno", 20 maggio 2007

Hanno ragione Lacorazza e Luongo. Rondinone non rappresenta più i Ds in Giunta regionale. E la ragione è duplice. Egli infatti ha aderito al progetto di unire la sinistra rappresentato dalla nascita anche in Basilicata di Sinistra democratica. A ciò va aggiunto il fatto che i DS praticamente non ci sono più, essendo ormai imminente la costituzione del Partito democratico. Ciò, naturalmente, significa che nessuno può pretendere di rappresentare in Giunta un partito che ormai defunto.

E tuttavia sarebbe miope ridurre i problemi del centrosinistra lucano solo a questo o pensare di cavarsela sostituendo Rondinone e tirando a campare.

Le vicende che hanno coinvolto di recente settori della magistratura lucana dimostrano che nella nostra società regionale si sono prodotte zone d’ombra inquietanti che si proiettano in qualche caso sulla stessa classe politica. Il fatto che questo sia avvenuto più a torto che a ragione non giustifica che si continui a far finta che non sia successo. E le dimissioni del dott. Cannizzaro da amministratore del S. Carlo – in verità tardive – sono la dimostrazione di come non sia possibile più ignorare il turbamento e il moto di vero e proprio smarrimento che attraversano l’opinione pubblica, pena l’apertura di un fossato incolmabile tra cittadini e politica democratica.

Sul piano politico poi la nascita di Sinistra democratica non è la sola novità che è avvenuta in Basilicata. Anzi è solo l’ultima in ordine di tempo. Da mesi Rifondazione comunista è all’opposizione. In consiglio regionale vi sono ben due consiglieri di Italia di mezzo con cui l’Unione, tutta intera, dovrebbe aprire un organico confronto politico.
Si può fare chiarezza su una situazione siffatta solo sostituendo Rondinone? Se si dovesse procedere lungo questa strada ci sarebbe un ulteriore spostamento al centro della maggioranza regionale, dopo quello che si è già prodotto con il passaggio di Rifondazione all’opposizione.

Potrebbe tutto ciò continuare a passare sotto silenzio e essere affrontato con un semplice rimpasto della Giunta?
Sulla costituzione di fatto di una maggioranza di centro non ha nulla da dire De Filippo che resta il presidente di tutta l’Unione? E nulla hanno da dire Bubbico, Lettieri e D’Andrea che rappresentano la nostra regione in un governo che ha il sostegno di tutte le forze della sinistra?

Nessuno si faccia illusioni. Se non si apre una verifica a tutto campo che coinvolga tutte le forze, vecchie nuove, che possono richiamarsi al centrosinistra, si aprirà in Basilicata una questione politica di prima grandezza non priva di effetti sul dibattito politico nazionale.
E sarebbe segno di saggezza il fatto che, in assenza di un’ampia discussione che investa profilo politico della coalizione, programmi e quindi assetti della giunta, De Filippo si sottragga a qualsiasi pressione.

"La Gazzetta del Mezzogiorno", 20 maggio 2007

   
 
         
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