Fare il punto sulle prospettive degli stabilimenti Miroglio e Parmalat, intervenga il governo.

Il senatore Piero Di Siena, dei Democratici di Sinistra, ha presentato due interrogazioni al ministro Bersani chiedendo di intervenire nelle vicende che interessano gli stabilimenti dei due gruppi ad Atella.

"La regione Basilicata sta attraversando un periodo di incertezza a causa delle vicende di due gruppi industriali che hanno stabilimenti nella zona di Atella, il gruppo Miroglio e la Parmalat", dichiara il senatore Piero Di Siena che ha presentato due interrogazioni al ministro dello Sviluppo Economico Pierluigi Bersani.

"In particolare - spiega Di Siena - lo stabilimento della Filatura di Atella, che fa capo al gruppo Miroglio, è stato messo in liquidazione senza alcuna comunicazione preventiva ai rappresentanti dei lavoratori. Molti indizi permettono di desumere che il Gruppo Miroglio nel corso degli anni ha beneficiato di finanziamenti pubblici per investimenti nel Mezzogiorno, destinati a iniziative industriali che dopo un certo lasso di tempo sono quasi sempre cessate. Ora si apprende che sarebbe in corso, per gli stabilimenti di filatura e di tessitura del Gruppo, un processo di delocalizzazione in paesi stranieri. La decisione di delocalizzare queste attività potrebbe nuocere anche all'immagine del gruppo, cui fanno capo numerosi marchi del “made in Italy”.

Per questo chiedo al governo - prosegue Di Siena - se non intenda promuovere un confronto tra le parti sociali sulle strategie del Gruppo e in particolare sulla scelta di delocalizzare all’estero le attività della Filatura di Atella".

"Anche le sorti degli stabilimenti della Parmalat, ora acquisiti dalla Vincenti Biscotti destano preoccupazione. Tra tutti gli stabilimenti è proprio quello di Atella a soffrire a causa della maggiore incertezza della sua missione produttiva. I suoi dipendenti sono già stati sottoposti a turni di cassa integrazione particolarmente onerosi nonostante un accordo raggiunto lo scorso ottobre tra Parmalat, Vincenzi e sindacati, con il quale l'impresa si impegnava a garantire fino al dicembre 2007 i livelli occupazionali preesistenti.

Credo che spetti oggi al nuovo esecutivo, e in particolare al ministero dello Sviluppo Economico, promuovere una verifica sullo stato di attuazione del piano industriale presentato dalla Vincenti, sulle reali prospettive occupazionali del gruppo e dello stabilimento lucano".

26 luglio 2006

   
 
         
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