Melfi provincia, bisogna insistere.

Non tira una bella aria per le nuove province. Il governo, come è noto, ha stretto i freni. E ritornano poi antiche diffidenze che fanno di tutt'erba un fascio, senza distinguere tra proposte che hanno una loro forza intrinseca, come quella dell'istituzione della nuova provincia di Melfi,e altre più discutibili. I senatori Salvi e Villone, che certamente molti titoli di merito hanno acquisito nella loro battaglia contro i costi eccessivi della politica, hanno presentato un disegno di legge costituzionale nel quale si prevede l'abolizione delle province che dovrebbero essere sostituite da associazioni dei comuni. Posizione a mio parere sbagliata, perché, se si dovesse semplificare l'assetto istituzionale delle autonomie locali, si dovrebbe disboscare a vantaggio del ruolo delle province la vera e propria foresta di enti sovracomunali (consorzi di comuni, comunità montane, Asl di piccole dimensioni). Cioè l'esatto contrario di quello che propongono Salvi e Villone.

Di fronte a questa situazione il sindaco di Melfi si è giustamente allarmato e di questo allarme ha voluto rendere partecipi le autorità regionali e i parlamentari della Basilicata.

Condivido la necessità che l'obiettivo della provincia di Melfi non venga vanificato e che si debba lavorare per far cambiare opinione al governo e quanti siano contrari alla sua realizzazione. Ma, sinceramente, non vedo altra strada che sia la Regione ad assumere in prima persona l'iniziativa nei riguardi del governo nazionale e collocando il tema della realizzazione della provincia di Melfi nel quadro della semplificazione e della riduzione drastica del numero degli enti, delle comunità montane e delle Asl. Indicando cioè l'istituzione della provincia di Melfi come una alternativa, improntata a maggiore sobrietà ed efficienza, all'attuale disordinata pletora di istituzioni subregionali.

Del resto, solo la decisione da parte della Regione di assumere il tema della provincia di Melfi come uno dei principali obiettivi del suo riordino istituzionale può contribuire a superare l'unica obiezione fondata che questo nostro progetto incontra, che è quello della ridotta dimensione demografica della nuova provincia. Se la questione la si guarda dal punto di vista nazionale gli argomenti per fugare un tale argomento sarebbero pochi, ma se la si guarda dal punto di vista del riordino istituzionale di una regione piccola come la Basilicata la realizzazione della provincia di Melfi appare in tutta la sua razionale fondatezza.

Anche se non escludo, in via di principio, che si continui a praticare la strada che il sindaco di Melfi ha scelto nell'altra legislatura, che è quella di coordinamenti nazionali per le nuove province, penso perciò che a questo punto la via maestra è un confronto aperto con la Regione che coinvolga non solo Melfi ma tutti i comuni della zona.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 18 novembre 2006

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2005 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista