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SINISTRA PIEMONTE
Per una Nuova soggettività della sinistra e della unità a sinistra


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I firmatari del documento intendono contribuire al dibattito sul tema di una nuova soggettività della sinistra e della unità a sinistra.

Lo scenario è caratterizzato tra l’altro, sia pure in presenza di velocità diverse, dall’avvio del processo di costruzione del Partito Democratico quale sbocco per una parte della sinistra e in risposta anche alla crisi del movimento operaio e delle sue formazioni storiche.

E’ da alcuni anni che si pone il problema di una nuova soggettività della sinistra e di un soggetto politico conseguente, in grado di rafforzare e qualificare nelle forme più idonee ed efficaci le iniziative di lotta e di movimento a livello sociale e politico contro i processi di globalizzazione che si sono affermati in Italia e nel mondo e di elaborare, proporre e sostenere un progetto sociale, economico e politico alternativo.
Si tratta di dare risposte reali ai bisogni sociali ed alle domande di trasformazione che vengono dal paese, contrastando i condizionamenti moderati che operano anche all’interno del governo e respingendo le pretese di Confindustria ed i tentativi di rivincita della destra.

Noi promotori dell’ iniziativa per una “nuova soggettività della sinistra e della unità a sinistra”, siamo parte di un dibattito dentro e oltre i partiti storici della sinistra e ci vogliamo muovere nella direzione e nella necessità di accelerare i tempi di ricerca e di risposta per la realizzazione di un nuovo soggetto politico. Proposta che non può che essere in discontinuità, rispetto alle esperienze politiche sino ad ora storicamente prevalenti e in altra direzione rispetto allo sbocco scelto da una parte della sinistra storica, che si esprime oggi nel progetto di costruzione del Partito Democratico, così come pur guardando con attenzione al dibattito in corso nel PRC ed alla stessa nascita di Sinistra Europea, riteniamo oggi, che essa, non risponde ancora ai presupposti politici e sociali, del un novo soggetto.

I punti vincolanti secondo noi, per la realizzazione di questo obiettivo devono essere:

  • la scelta radicale della democrazia e della partecipazione;
  • il rifiuto della guerra e della violenza;
  • il ruolo insostituibile e autonomo dei movimenti e dei soggetti sociali della trasformazione;
  • una cultura della solidarietà e dei diritti sociali e di cittadinanza, che rifiuta ogni steccato contro i migranti e contro ogni “diversità”, da vedere invece come risorsa;
  • la riaffermazione di una cultura laica contro ogni integralismo;
  • la differenza di genere come contributo indispensabile per ogni progetto di trasformazione;
  • l’assunzione della dimensione internazionale, a partire dall’Europa, come il quadro a cui riferire la propria iniziativa e prospettiva.

E’ in questo ambito decisivo è il problema della centralità del lavoro, della sua precarietà e rappresentanza, il tema dei beni comuni e quello dell’ambiente e del rapporto con la natura, come riconoscimento dei limiti e dei vincoli da assumere, ma anche delle nuove opportunità che si creano.

In questo quadro, della società capitalistica globale, occorre costruire una nuova soggettività della sinistra e della unità a sinistra, come idea altra: non compatibilista.

In questo senario, se pur in un percorso graduale dentro il quale ci sentiamo impegnati per costruire un nuovo soggetto politico, processo non facile e non scontato, riteniamo altresì che la scelta debba essere netta e chiara in quanto non serve né un nuovo piccolo partito, né un insieme di forze tra loro profondamente dissimili che si confederano su alcuni punti più o meno condivisi, con un respiro tattico di breve periodo, piuttosto che per un profilo politico e sociale che le unisce.

Realizzare un nuovo soggetto politico con l’obiettivo, anche attraverso passi graduali, di sciogliere le attuali formazioni ed i loro simboli, per fondersi in un nuovo soggetto politico di sinistra, la strada da seguire non può essere “cambiare tutto per non cambiare nulla”.

Questa è l’opzione. A nostro avviso più interessante al fine di costruire una alternativa a sinistra. Essa può rappresentare una idea nella quale tutte le forze politiche e movimenti si mettono in gioco e può rappresentare la vera ricerca da costruire nelle lotte, nei movimenti e nella società per realizzare un nuovo soggetto. Nuovo soggetto non come somma di forze esistenti ma come prodotto della loro stessa capacità di contaminarsi con associazioni, movimenti e le stesse aree che possono eventualmente liberarsi dalla non condivisione per la nascita del Partito Democratico.

Torino, 24 ottobre 2006


   
 
         
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