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Roma, 13 dicembre 2008

Intervento a nome dell’Ars
Nell’Assemblea “Per la Sinistra”


Voi date vita oggi a un’associazione il cui compito è quello di contribuire alla costruzione di un nuovo soggetto della sinistra italiana. E lo stesso obiettivo che la nostra associazione – l’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, a nome di cui vi parlo – da anni persegue.
La nascita del Partito Democratico ha reso dunque quello che solo pochi anni fa era un obiettivo di pochi uno dei temi centrali della discussione a sinistra. Anche se intanto la sinistra si è indebolita nei consensi e nel radicamento nel Paese.
E tale debolezza fa sì che il campo della sinistra appare sempre più attraversato e dilaniato da contese interne non percepite e non percepibili dall’opinione pubblica nel loro stesso significato.
Per questa ragione la nostra Associazione è convinta che la nascita di una sinistra nuova non può partire da noi, cioè da ciò che è rimasto dei gruppi dirigenti della sinistra, ma dalla società italiana e dai suoi problemi. Noi possiamo essere al servizio di tale prospettiva ma non gli attori principali.
Con queste convinzioni abbiamo deciso di partecipare in autonomia a questo progetto che può essere comune, indicando per parte nostra tre questioni che ci sembrano decisive per partire con il piede giusto in questa impresa.
La prima è che non c’è contraddizione tra la ricerca di convergenze unitarie a sinistra – così come abbiamo fatto l’11 ottobre – nella lotta alla destra e la costruzione di una sinistra nuova. Anzi una pratica politica unitaria darebbe fondamento alla formazione di liste comuni per le prossime scadenze elettorali di primavera.
La seconda è che la costruzione di un nuovo soggetto politico della sinistra è tutt’uno con la relazzazione di un vero e proprio piano di apertura delle “case della sinistra” in ogni angolo del Paese, capisaldi di una rete di una sinistra nuova che voglia essere davvero popolare e di massa.
La terza che tale lavoro sia accompagnato da una ricerca teorica e programmatica, da un’apertura internazionale, che del resto la crisi economica ci impone. Tale lavoro deve costituire esplicito punto di riferimento per tutte quelle elaborazioni che sono state prodotte nel più recente periodo da singoli e gruppi.
Insomma, noi non siamo tra coloro che invitano alla prudenza o a fare più tardi nella costruzione del nuovo soggetto politico della sinistra. Siamo per fare presto ma bene. Il compito che ci aspetta è immane. Non si tratta di occupare uno spazio lasciato libero dal Partito Democratico e dalle formazioni che si richiamano a vecchie identità, socialiste o comuniste. Ma bisogna offrire un’alternativa al non compiuto rivoluzionamento del sistema politico del nostro Paese che la crisi rischia di rendere insidioso e drammatico per le stesse sorti della democrazia, che senza una prospettiva a sinistra può concludersi con un esito di tipo autoritario e populista. Dobbiamo quindi assolvere innanzitutto a una funzione nazionale che guardi non al nostro destino ma a quello del Paese. Capiamolo innanzitutto noi e poi facciamolo comprendere agli italiani.

   
 
         
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