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15 ottobre 2008

Documento finale della manifestazione dell’11 ottobre

Abbiamo chiamato a raccolta le forze della sinistra italiana, sociale e politica, e quelle ecologiste, le forze impegnate nella costruzione di un’opposizione ampia e combattiva nel nostro Paese, per suscitare una maggiore coesione e per portare al più alto livello possibile la nostra capacità di risposta alle politiche governative.
Questo resta il nostro obiettivo e questa è la strada su cui intendiamo proseguire il nostro cammino.
Siamo di fronte a un’azione di governo che alimenta il razzismo, il sessismo e la violenza contro i diversi, riduce gli spazi democratici, militarizza le città, colpisce la scuola pubblica, l’università e la ricerca, vuole ridimensionare la sanità pubblica e colpire il lavoro e i suoi diritti.
Il governo impone un modello energetico basato sulla scelta folle del nucleare, privatizza l'acqua, finanzia gli inceneritori con le risorse destinate alle fonti rinnovabili, ripristinando la truffa del Cip6, cancella nei fatti tutte le politiche per attuare il protocollo di Kyoto e contrastare i cambiamenti climatici.
Per questo c’è bisogno di una ferma azione di contrasto nelle istituzioni e nel Paese.
Il governo di centro-destra esautora il Parlamento, tenta di avvolgere l’Italia in una spirale di autoritarismo e populismo, calpesta di fatto i valori della Costituzione, anche attraverso l’ attacco alla libera stampa.
Per questo è necessario che la parte democratica del Paese faccia sentire la propria voce.
L’Italia è a rischio. E se il Paese dinnanzi alla crisi economica internazionale non vede alternative, sarà destinato a essere travolto dal sentimento di paura su cui la destra ha sin qui fatto leva. E intanto il carovita rende sempre più difficile la condizione di chi lavora, di chi vive di pensione, di chi cerca un’occupazione.
Di fronte alle grandi vertenze territoriali sui grandi nodi irrisolti – le discariche in Campania, i tanti conflitti ambientali, l’ampliamento della base americana a Vicenza – il governo usa l’arma della repressione o della totale indifferenza verso la volontà delle popolazioni interessate.
Sono passati solo pochi mesi dalla vittoria elettorale e politica della destra ed è sempre più evidente che l’Italia ha bisogno di cambiare pagina.
Si tratta dunque: di contrastare il razzismo attraverso politiche attive di cittadinanza; di imporre, attraverso la contrattazione collettiva, una più equa distribuzione del reddito; di valorizzare la scuola pubblica, luogo dove si trasmettono i valori che sono alla base della convivenza civile; di imporre una politica energetica basata sul risparmio e sul ricorso alle fonti rinnovabili, contro il nucleare; di sostenere la libertà di stampa e di comunicazione.
E’ per questo che noi ci battiamo. L’azione autonoma e unitaria di una sinistra che ritorna in campo è indispensabile per ricostruire un fronte largo di opposizione nel Paese. Senza il nostro contributo e la nostra azione sarà difficile superare le incertezze e le timidezze, sarà difficile superare l’atteggiamento di sottovalutazione dei problemi, che ha caratterizzato i comportamenti dell’attuale minoranza parlamentare in questi primi mesi di legislatura.
Sappiamo che questo fronte largo, in un certo senso, è già presente nel Paese, nella mobilitazione delle scuole italiane, nella rivolta morale e civile di fronte al moltiplicarsi degli episodi di razzismo, nelle lotte sindacali di queste settimane, in quella splendida dimostrazione di democrazia che è stato il referendum autogestito di Vicenza, nell’indignazione suscitata dal riemergere della questione morale e dall’impunità concessa alle alte cariche dello Stato.
In questo solco collocheremo il proseguimento della nostra lotta, anche nelle diverse realtà territoriali, per ridare una speranza all’Italia, per restituire un ruolo e una dignità al mondo del lavoro quotidianamente mortificato, per riproporre i valori di libertà e i diritti civili nella sfera individuale che vengono negati, per ridare una prospettiva alla ricerca e alla cultura contro il loro asservimento al potere della politica e del danaro.
Sappiamo che la lotta non è di breve durata, proprio per questo vogliamo cominciare subito. Questa nostra manifestazione vuole perciò sollecitare tutte le forze che si oppongono al governo e alle pretese di Confindustria a promuovere una mobilitazione generale del Paese, una mobilitazione che determini una svolta, che superi il senso di rassegnazione e di paura, che riapra le condizioni per un’alternativa democratica, per un’altra politica e per un’altra Italia.
L’opposizione è nelle nostre mani.

I promotori della manifestazione dell’11 ottobre

   
 
         
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