Parmalat, Bondi visiti gli stabilimenti di Atella e Nusco

"Il senatore diessino Piero Di Siena, eletto in Basilicata, ha scritto oggi una lettera al commissario straordinario della Parmalat Enrico Bondi per sollecitarlo a dare seguito agli impegni presi in Senato relativi agli stabilimenti per la produzione da forno di Atella e Nusco.

Bondi aveva infatti dichiarato di voler "prendere direttamente conoscenza" della realtà di questi impianti, in cui, come sottolinea Di Siena, la situazione di incertezza dei lavoratori è peggiorata nel corso dell'estate.

Ecco il testo della lettera:

"Egregio signor commissario, nel corso della sua audizione del 28 luglio con la presidenza della Commissione Industria del Senato, come sicuramente ricorderà, Lei espresse l’intenzione di prendere direttamente conoscenza della realtà degli stabilimenti dei prodotti da forno della Parmalat collocati nel Mezzogiorno. Segnatamente gli stabilimenti di Atella in Basilicata e di Nusco in Campania.

Mi permetto di sollecitarla a dare seguito a questo suo intento perché nel corso del mese di agosto le preoccupazioni circa il loro destino da parte delle lavoratrici e dei lavoratori degli stabilimenti di Atella e Nusco sono aumentate, senza che sulle loro prospettive abbiano avuto finora all’interno del gruppo un’interlocuzione adeguata.

So bene, naturalmente, che nel suo Piano si prevede la dismissione del settore dei prodotti da forno. E Lei ha spiegato nell’audizione al Senato che questo non significa lo smantellamento di quella attività, ma l’individuazione di acquirenti che sappiano tutelare i livelli occupazionali e valorizzare meglio di Parmalat le potenzialità produttive di tutti gli stabilimenti del settore, sia al nord che al sud.

Io resto dell’opinione che, in assenza di alternative significative, Parmalat continui a cimentarsi anche nel campo dei prodotti da forno. Comunque, sarebbe necessario che le scelte che si faranno avvengano nella più totale trasperenza e siano note per tempo ai sindacati e ai lavoratori.

Non risultano, ad esempio, particolarmente chiare le ragioni per cui, mentre negli stabilimenti del nord si chiede ai sindacati di concedere straordinari e si fanno assunzioni stagionali per sostenere la produzione, ad Atella si è ormai in regime permanente di cassa integrazione per numerosi giorni al mese.

Confidando nella sensibilità e la competenza che finora ha dimostrato nella gestione della complessa e delicata vicenda della Parmalat.
La ringrazio per l’attenzione".

Sen. Piero Di Siena

16.09.2004

   
 
         
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