FIAT: sul sostegno allo sviluppo del settore auto


Il Senato,
considerato che la situazione di crisi in cui versa la FIAT ha dimensioni che vanno ben oltre le difficoltà congiunturali del mercato mondiale dell'auto, come da ultimo messo in rilievo dalle dimissioni dell'amministratore delegato Cantarella;

evidenziato che la politica industriale perseguita dal gruppo dirigente dell'azienda presenta limiti evidenti (assenza di modelli per le fasce alte del mercato; carenza di modelli nuovi; eccessivo peso del mercato nazionale) e che lo stesso non è stato in grado di fare fronte ai processi di internazionalizzazione e globalizzazione dell'economia;

considerato: che l'accordo con la General Motors non ha determinato l'integrazione dei programmi industriali, così che ci si è limitati a risposte di semplice razionalizzazione o di riduzione dell'occupazione; che non appaiono ancora superate le ragioni che frenano l'afflusso di nuovi capitali al settore auto e lasciano ampiamente indeterminate le scelte industriali e finanziarie del gruppo FIAT;

preso atto che la crisi FIAT pone interrogativi che attengono alla politica economica, al rapporto tra industria e finanza, tra old economy e new economy, tra strategie nazionali e strategie internazionali, tra ricerca e produzione e, in particolare, alle soluzioni che l'azienda deve dare alle esigenze di riqualificazione dei modelli, alle necessità di garantire un'offerta che incontri nuovi targets e ambiti di domanda fino ad ora trascurati, all'obiettivo di perseguire il fine della qualità nel ciclo produttivo e nella produzione di modelli a basso impatto ambientale;

constatato che, nei suoi termini essenziali, la FIAT può rispondere alla sua crisi solo con un nuovo piano di politica industriale, finanziaria e di alleanze internazionali, ben oltre la politica di gestione degli immediati effetti della crisi sull'occupazione del settore e fermo restando che sarebbe senza via d'uscita una ricerca di soluzione fondata sui tagli occupazionali.

L'obiettivo è quello di una più forte internazionalizzazione dell'azienda con una sua effettiva presenza su tutti i mercati - fondata su nuovi modelli - sia nella fascia alta, sia nelle fasce basse del mercato, impegna il Governo:

a definire, nell'ambito della politica economica nazionale, specifiche modalità di sostegno allo sviluppo del settore auto, che non abbiano respiro congiunturale ed un mero effetto di differimento dei problemi di fondo: si tratta, in particolare, di favorire - anche con politiche fiscali mirate - la ricerca funzionale a nuovi prodotti; ad operare scelte di politica industriale che assumano come interesse nazionale la presenza in Italia di forti insediamenti industriali e dell'auto, onde invertire la tendenza alla deindustrializzazione del nostro Paese;

a fronteggiare i rischi per l'occupazione sia nell'area torinese, milanese, nel Mezzogiorno, sia nell'indotto, con il coinvolgimento e la corresponsabilizzazione dei sindacati e dei lavoratori dipendenti, superando atteggiamenti che, anche nel passato recente, hanno pregiudicato la correttezza delle relazioni sindacali; a promuovere politiche di formazione del personale e di sviluppo della ricerca applicata, espressamente intese a migliorare la qualità del lavoro e quella del prodotto, aspetti decisivi per la crescita e la competitività dell'economia italiana;

ad assumere iniziative nel rispetto pieno della autonomia delle scelte imprenditoriali, che incoraggino il riassetto finanziario e societario del gruppo, oltre i limiti del modello di controllo familiare che avvantaggia esclusivamente l'attuale proprietà, in modo tale da metterlo nelle condizioni di meglio affrontare sul versante dell'auto le sfide dell'economia internazionale;

a orientare ogni forma di intervento pubblico in base a precise garanzie su un piano industriale a lungo termine, finalizzato all'innovazione e alla qualità e tale da assicurare che le attività di ricerca, produzione e progettazione si svolgano prevalentemente nel nostro Paese;

a mettere in atto tutti gli strumenti di competenza per favorire l'evoluzione dell'accordo con General Motors in direzione di una accelerazione del processo di integrazione su scala internazionale della FIAT, anche al fine di scongiurare la mera vendita del gruppo italiano al gruppo statunitense.

Presentatore
Cognome Nome Gruppo
ANGIUS Gavino DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
Cofirmatari
Cognome Nome Gruppo
DI SIENA Piero DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
MORANDO Antonio Enrico DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
SALVI Cesare DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
ACCIARINI Maria Chiara DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
FASSONE Elvio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
BRUTTI Massimo DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
FALOMI Antonio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
VIVIANI Luig i DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
BATTAFARANO Giovanni DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
CADDEO Rossano DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
CHIUSOLI Franco DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
TURCI Lanfranco DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
MACONI Loris Giuseppe DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
PIATTI Giancarlo DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
PILONI Ornella DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
PIZZINATO Antonio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
FLAMMIA Angelo DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
PAGANO Maria DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
PASCARELLA Gaetano DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
TESSITORE Fulvio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
VILLONE Massimo DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
BATTAGLIA Giovanni DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
GARRAFFA Costantino DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
MONTALBANO Accursio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
ROTONDO Antonio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
BARATELLA Fabio DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)
GRUOSSO Vito DEMOCR. DI SINISTRA - L'ULIVO (DS-U)

02.02.2005

   
 
         
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