Sul rifinanziamento delle missioni militari

DI SIENA (DS-U) Signor Presidente, in dissenso con l'orientamento che sarà espresso dal mio Gruppo, annuncio il voto contrario al testo che abbiamo esaminato e presumo di rappresentare l'orientamento di altri senatori del Gruppo dei Democratici di Sinistra.

Lo faccio non per un atteggiamento ostile alla presenza dei militari italiani nelle diverse missioni di pace finanziate da questo decreto ma perché sono fermamente contrario alla presenza militare italiana in Afghanistan. Esprimo questo voto, non solo in coerenza con la contrarietà, a suo tempo manifestata, alla guerra in Afghanistan e alla partecipazione italiana che ne è derivata, ma anche perché, a mio parere, si può così aiutare a fare chiarezza su quale debba essere il cammino, che auspico trovi un approdo positivo, che deve portare all'unità della comunità internazionale nella lotta al terrorismo; unità auspicabile quanto quella che spero si realizzi tra tutte le forze politiche, tra maggioranza e opposizione, per l'approvazione delle misure antiterroristiche da assumere per il contrasto a questa grande minaccia all'interno del nostro Paese.

Se si vuole infatti condurre con efficacia e determinazione la lotta contro il terrorismo internazionale è mia opinione che bisogna cambiare rotta rispetto alle scelte fatte, sotto la spinta dell'Amministrazione Bush, dopo l'11 settembre del 2001. Queste scelte, e la disastrosa politica internazionale che ne è seguita con l'affermazione del principio della guerra preventiva, sono cominciate in Afghanistan e sono poi proseguite in Iraq, distogliendo sin dall'inizio forze e risorse da una efficace azione di contrasto delle centrali terroristiche.

Esprimo questo voto, quindi, anche per invocare una radicale svolta nella strategia di contrasto del terrorismo che sostituisca, con azioni di intelligence e di intervento mirato, basato anche, quando ve ne sia bisogno, sull'uso della forza, il ricorso indiscriminato alla guerra, avvenuto nel corso di questi anni. (Applausi del senatore Pagliarulo).

"Per quel che mi riguarda - ha aggiunto Di Siena - i lavoratori e le lavoratrici della Fiat, come le loro organizzazioni sindacali, possono contare sul mio pieno appoggio e sostegno".

25.07.2005

   
 
         
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