Sulla legge delega sugli infortuni sul lavoro
Intervento in Aula del 27 Giugno 2007

Signor Presidente, signori rappresentanti del Governo,
Sinistra Democratica votera a favore del provvedimento, anche valutando il fatto che il lavoro in Commissione, e per qualche aspetto anche quello in Aula, consente di licenziare un testo che migliora il disegno di legge originario del Governo.

Sono stati, infatti, ridotti i termini entro i quali il Governo dovra esercitare la delega; e' stato reso piu' cogente il coordinamento tra strutture sanitarie, l’INAIL e gli uffici periferici del Ministero del lavoro e quindi tra prevenzione, controllo e persecuzione delle illegalita' e dei reati; e' stata affrontata in maniera soddisfacente la delicata questione di tenere insieme l’attivita' delle strutture che fanno capo alla sanita' e quindi alle Regioni e di altre invece, come gli Ispettorati del lavoro e l’INAIL che dipendono dai poteri dello Stato; sono state, infine, reperite le risorse per rendere possibile l’assunzione di 300 nuovi ispettori, per rendere piu' efficace l’azione di controllo e prevenzione, anche se – come la discussione in Aula ha dimostrato – stiamo legiferando in presenza di risorse finanziare che restano limitate.

Tutto questo lavoro positivo, pur tra le difficolta' e i limiti che si sono
appalesati nella discussione in Aula, a nostro parere e' stato possibile anche per il lavoro svolto della Commissione d’inchiesta presieduta dal senatore Tofani, che ha dato con la sua attivita' gli elementi necessari alla Commissione lavoro per arrivare ad un risultato soddisfacente.
L’impostazione generale del nostro lavoro ha contenuto entro limiti
che non valicano la funzione di sussidiarieta' anche il ruolo che i rapporti bilaterali tra le parti debbono avere in materia di sicurezza sul lavoro. In questo caso, infatti, quando si tratta della salute e della vita stessa delle persone, non c’e' nient’altro che la norma stabilita per legge che possa esprimere una effettiva tutela.

In verita', a tal proposito e' emersa la maggiore ragione di contrasto,
anche nella discussione in Aula e nell’intervento sugli emendamenti. Infatti, quando si tratta di sicurezza sul lavoro, le relazioni negoziali e il sistema dell’avviso comune non possono sostituire la certezza della norma, ne' la sua applicazione puo' essere modulata sulla dimensione delle imprese. La rigorosa attuazione delle misure di sicurezza sui posti di lavoro attiene infatti a quei diritti inalienabili degli individui che lavorano e che non possono essere per loro natura negoziabili e affidati ai rapporti tra le parti.

Del resto, noi della Sinistra Democratica, e presumo l’intera sinistra
dell’Unione, dobbiamo interpretare questo primo risultato legislativo, avvenuto sulla base di tante sollecitazioni, a cominciare da quella del
Capo dello Stato, come l’avvio di un’iniziativa parlamentare sui temi
del lavoro, che pongono i diritti individuali delle persone che lavorano
come elementi fondativi di una nuova stagione del diritto del lavoro.

Penso al superamento delle condizioni di precarieta', piu' volte qui ricordate, ma penso anche alla ripresa di una discussione sulle norme relative alla rappresentanza nei posti di lavoro e, perche' no, alla questione che ha tanto appassionato gli anni della passata legislatura, che riguardano l’estensione dei diritti previsti dall’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori.

Auspichiamo pertanto una nuova stagione che punti alla valorizzazione del lavoro come condizione per la civilizzazione generale del Paese. (Applausi dai Gruppi SDSE, Ulivo e RC-SE. Congratulazioni).

27 Giugno 2006

   
 
         
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