Sull'attacco a Emergency del governo Karzai
Interrogazione con risposta urgente al Presidente del Consiglio
Considerato
che l'accusa rivolta a Emergency da parte del capo dei servizi segreti afgani di essere praticamente un'organizzazione collusa con i Taleban ha comportato, inevitabilmente, l'abbandono da parte degli operatori dell'organizzazione umanitaria del territorio afgano;
che ciò costituisce il gravissimo epilogo delle vicende legate alla liberazione del giornalista Mastrogiacomo sequestrato in Afghanistan dai Taleban che hanno lasciato uno strascico di polemiche che non accennano a placarsi;
che la situazione è precipitata a causa dell'efferata esecuzione dell’interprete di Mastrogiacomo da parte dei Talebani, che subisce così la stessa sorte del suo autista;
che il persistente sequestro del mediatore di Emergency, Rahmatullah Hanefi, da parte dei servizi segreti afgani appare sempre più intollerabile;
che sembra definirsi una situazione per cui gli interventi di tutte le organizzazioni umanitarie, che da tanti anni operano in quelle terre martoriate dalla guerra, sono circondate da crescenti difficoltà create dalle autorità afgane;
che le accuse rivolte ad Emergency in effetti celano una evidente ostilità da parte del governo di Karzai verso la politica del governo italiano tesa a giungere a una soluzione pacifica della crisi afgana
si chiede di sapere
come il Governo italiano intende reagire alle accuse rivolte dai servizi segreti afghani ad Emergency;
che cosa il Governo italiano ritenga utile fare perché si ricreino le condizioni di un ritorno degli operatori di Emergency in Afganisthan, in modo che il suo prezioso contributo in campo sanitario non venga disperso, e perché le altre organizzazioni umanitarie italiane che operano in quel paese possano farlo in condizioni di sicurezza;
quali altre iniziative il Governo italiano intenda intraprendere perché il governo afgano disponga comunque il rilascio di Hanefi;
se più in generale ritenga che ci siano ancora le condizioni, visto il precipitare della situazione e le crescenti difficoltà di rapporti con il governo afgano, perché la sua iniziativa per la pacificazione dell'Afghanistan possa svilupparsi e affermarsi.
Sen. Piero Di Siena,
Sen. Silvana Pisa
11 aprile 2007