Sull'elettrosmog nei centri del Vulture-Melfese


al Ministro dell'Ambiente

Premesso

che nei principali centri della zona Nord della Basilicata, Acerenza, Barile, Venosa, Lavello, Rionero in Vulture, sono ubicati ripetitori per telefonia cellulare in zone densamente abitate, nonché a ridosso di scuole, ospedali, asili nido e strutture pubbliche;

che fra i cittadini è crescente l'allarme per i danni derivanti dall'inquinamento da onde elettromagnetiche, data la nota correlazione ai tempi di esposizione;

che con i due più recenti provvedimenti firmati rispettivamente dai ministri Matteoli e Gasparri, sono stati indeboliti i criteri e le regole a garanzia del principio di precauzione affermato dalla legge quadro n. 36 del 22 febbraio 2001;

che in particolare si sono elevate di molto le soglie ammissibili dei campi elettrici ed elettromagnetici e si sono altresì ridotti i poteri di controllo e di intervento dei Comuni nella localizzazione degli impianti, in violazione della predetta legge quadro;


si chiede di sapere


quali misure il Ministero dell'Ambiente, anche attraverso le Agenzie di protezione dell'Ambiente, intende adottare per verificare costantemente e monitorare i livelli effettivi dei campi elettromagnetici sul territorio;

quali misure invece siano previste al fine di minimizzare l'esposizione dei cittadini ai campi elettromagnetici come richiesto dalla legge quadro in questione;

se non si ritenga di dover sollecitamente predisporre un piano di delocalizzazione dei ripetitori in modo da garantire una effettiva tutela dei cittadini.

Sen. Piero Di Siena

09.10.2002

   
 
         
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