Discussione dell'interpellanza sulla corsetteria di Lavello

PRESIDENTE. Segue l'interpellanza 2-00785, con procedimento abbreviato, ai sensi dell'articolo 156-bis del Regolamento, sul settore della corsetteria.

Ricordo che, ai sensi dell'articolo 156-bis del Regolamento, la predetta interpellanza potrà essere svolta per non più di dieci minuti e che dopo le dichiarazioni del Governo è consentita una replica per non più di cinque minuti.

Ha facoltà di parlare il senatore Di Siena per illustrare tale interpellanza.

DI SIENA (DS-U). Signor Presidente, questa interpellanza intende sollecitare il Governo perché arrivi ad una equa soluzione rispetto ad un problema di cui, tra l'altro, è stato investito dall'Associazione per i patti territoriali e che riguarda il settore tessile italiano in generale.

In Provincia di Potenza, a Lavello, esiste un distretto di produzione di biancheria intima e soprattutto di reggiseni, che ha avuto uno sviluppo quasi ininterrotto a partire dal 1980 quando, in concomitanza con nuove relazioni e nuovi rapporti intercorsi con altre Regioni italiane dopo il terremoto, di cui il 25° anniversario ricorre in questi giorni, nacque in relazione al CNA dell'Emilia-Romagna questa esperienza, che vide crescere numerose aziende artigiane.

Questa esperienza è cresciuta in termini positivi fino al 1998. Poi è stata investita da effetti di lungo periodo, legati ai processi della delocalizzazione di altre imprese tessili in Paesi dell'Europa orientale, ma più rapidamente ed inaspettatamente per il sopraggiungere di prodotti sui mercati europei provenienti da Paesi dell'Estremo Oriente, in particolare dalla Cina.

In sostanza, il problema che con questa interpellanza si pone è quindi se, rispetto a questa realtà produttiva, al pari di altre presenti nel Paese che hanno usufruito dei finanziamenti pubblici legati all'attuazione di un patto territoriale, in cui vi erano anche vincoli di natura occupazionale per l'erogazione dei finanziamenti, sia possibile rivedere queste posizioni contenute nelle norme, tenendo conto della situazione che è sopraggiunta nel quadro dei processi di competitività sul piano internazionale.

So che è in atto una discussione tra l'associazione dei patti territoriali, le organizzazioni degli imprenditori della categoria e il Governo e quindi il senso di questa interpellanza è quello di investire il Parlamento degli orientamenti che si stanno maturando per sollecitare, appunto, una modifica delle misure previste in grado di consentire ad un settore che è sottoposto a una situazione di pressione, legata a problemi derivanti dalla competitività sul piano internazionale, di avere modo e tempo di realizzare quella riconversione di prodotto che potrebbe consentire il mantenimento dei livelli occupazionali attuali e una nuova fase di sviluppo.

PRESIDENTE. Il rappresentante del Governo ha facoltà di rispondere all'interpellanza testé svolta.

TORTOLI, sottosegretario di Stato per l'ambiente e la tutela del territorio. Signor Presidente, rispondo alle questioni poste dal senatore interpellante circa le problematiche del sistema produttivo della corsetteria di Lavello in Basilicata, su delega della Presidenza del Consiglio dei ministri.

Per quanto riguarda le iniziative assunte dal Governo per sostenere il settore tessile e dell'abbigliamento, si ricordano i seguenti provvedimenti: l'Alto commissariato per la lotta alla contraffazione, per il quale è stato firmato il decreto interministeriale sulla composizione e sul funzionamento dell'organo e si sta organizzando la struttura di supporto; lo schema di regolamento sull'indicazione di origine dei prodotti: è stato redatto il testo e, tenuto conto delle osservazioni del Consiglio di Stato, si è in attesa del varo del provvedimento in una delle prossime riunioni del Consiglio dei ministri; lo schema di decreto interministeriale recante la «istituzione degli uffici di consulenza e assistenza legale all'estero»: è in discussione con il Ministero dell'economia e delle finanze il completamento della copertura di carattere finanziario per il funzionamento; l'articolo 36 del collegato alla finanziaria 2002, la legge n. 273 del 2002: questo strumento normativo consente il monitoraggio dei prodotti e delle materie prime importate, per verificare se il loro utilizzo non contrasti con le norme di sicurezza e di tutela della salute.

Il patto territoriale della corsetteria di Lavello è stato approvato con decreti del Ministero del tesoro, del bilancio e della programmazione economica n. 2396 del 28 novembre 2000 e n. 2422 del 18 gennaio 2001, con l'obiettivo di favorire, attraverso il coinvolgimento e la concertazione degli attori locali, lo sviluppo del sistema imprenditoriale della corsetteria, mediante l'ampliamento della base produttiva e il rafforzamento dell'integrazione e della qualificazione delle imprese in un'ottica di filiera.

Le iniziative imprenditoriali ammesse alle agevolazioni del patto territoriale sono state 33, con un investimento complessivo di 37,4 milioni di euro, a copertura dei quali era previsto un onere per lo Stato pari a 31,1 milioni di euro, e per sette di queste imprese è stato emesso un provvedimento di revoca delle agevolazioni.

Dalla relazione sullo stato di attività del primo semestre 2005, risulta che 15 imprese hanno concluso l'investimento e che i programmi del Patto avrebbero dovuto creare a regime circa 221 nuovi posti di lavoro. Attualmente, pur considerando che non risulta ancora trascorso l'anno a regime, il numero delle unità lavorative assunte è distante dal target prefissato e sono poche anche le imprese che, pur avendo concluso l'investimento, hanno avviato l'attività.

Il Ministero delle attività produttive ha cercato di agevolare, nei limiti previsti dalla normativa in vigore, le iniziative imprenditoriali del patto concedendo, ove è stata prodotta adeguata documentazione, una sospensiva dei termini per la realizzazione dell'iniziativa, fino ad un massimo di 12 mesi.

Da quanto palesato da più fonti, appare comunque improbabile che gli investimenti realizzati possano produrre gli effetti economici stabiliti, per cause connesse a mutate esigenze economiche in relazione alla concorrenza dei paesi emergenti.

Qualora le imprese non inizino a svolgere la propria attività e non rispettino il requisito occupazionale previsto, sono soggette alla revoca delle agevolazioni concesse, come previsto dal decreto ministeriale 31 luglio 2000, n. 320, recante la disciplina per l'erogazione delle agevolazioni relative ai contratti d'area e ai patti territoriali.

Considerata comunque la necessità di addivenire ad una positiva soluzione della questione, il Ministero delle attività produttive ha avviato la predisposizione della modifica del citato decreto, concernente, rispettivamente, le revoche per il mancato raggiungimento dell'obiettivo occupazionale e per la mancata conclusione del programma nei tempi previsti. Il relativo provvedimento è in corso di trasmissione al Consiglio di Stato.

Tali innovazioni consentirebbero alle ditte di mantenere l'agevolazione concessa per le iniziative validamente completate, anche se lo scostamento dell'obiettivo occupazionale sia superiore al 30 per cento, mentre sarebbero soggette alla revoca totale delle agevolazioni soltanto nel caso in cui lo scostamento ecceda gli 80 punti percentuali in diminuzione e alla revoca parziale qualora lo scostamento sia compreso fra gli 80 e i 30 punti percentuali in diminuzione.

L'altra innovazione, volta a disancorare le situazioni di impasse in cui le iniziative si trovano, in relazione all'impossibilità o inopportunità di proseguire le stesse per cause connesse a mutate esigenze economiche relative a settori economici maturi ed esposti alla concorrenza di paesi emergenti, prevede che il Ministero delle attività produttive consenta modifiche dell'indirizzo produttivo originariamente indicato, con l'effetto di sostituire iniziative non più attuali e confacenti al territorio, ovvero non più realizzabili da parte delle imprese, con iniziative in settori più consoni.

Al fine di evitare speculazioni, la norma proposta prescrive che l'iniziativa soggetta a cambiamento sia stata avviata per il 30 per cento e, per evitare che detti cambiamenti determinino l'immobilizzo delle risorse, è previsto che debbono restare immutati i tempi di attuazione e gli obiettivi occupazionali originariamente previsti.

Le innovazioni consentirebbero, alle ditte del patto territoriale della Corsetteria, da un lato, di mantenere l'agevolazione concessa nel caso in cui lo scostamento occupazionale risulti superiore al 30 per cento e, dall'altro, di valutare la possibilità, per quelle iniziative non ancora concluse, di modificare l'indirizzo economico.

DI SIENA (DS-U). Domando di parlare.

PRESIDENTE. Ne ha facoltà.

DI SIENA (DS-U). Signor Presidente, non sono completamente soddisfatto della risposta del Governo. Anche se essa indica una serie di interventi da tempo discussi con le organizzazioni degli imprenditori e con le organizzazioni del patto dell'area, questi interventi, almeno nella descrizione che è stata fatta nella risposta del Governo, non sono del tutto sufficienti ad affrontare e risolvere i problemi che abbiamo di fronte.

Soprattutto, se ho capito bene la risposta, trovo abbastanza preoccupante che proprio l'aspetto più difficile, cioè la riconversione delle attività produttive, sia collegato al rispetto dei tempi previsti nel patto, quando un'ipotesi di questo genere richiederebbe una ridefinizione di obiettivi produttivi e di fattori organizzativi che probabilmente renderebbero necessaria anche una ridefinizione dei tempi.

Bisogna tener conto anche del fatto che le erogazioni delle varie fasi di finanziamento previste dal patto quasi sempre non corrispondono ai tempi ipotizzati e quindi queste imprese sono soggette ad un onere di indebitamento che rallenta la loro possibilità di finanziamento e di intervento in un'opera complessa di riconversione.

Comunque, mi auguro che sulle indicazioni date dal Governo vi possa essere un confronto aperto e stringente con le organizzazioni degli imprenditori e del patto affinché si possa giungere a soluzioni effettivamente corrispondenti alle esigenze dei settori produttivi di quella zona e del Paese.

PRESIDENTE. La ringrazio, senatore Di Siena. Noto, con soddisfazione, che sia nel suo intervento che in quello dell'onorevole Tortoli si ricerca una soluzione che non violi la normativa comunitaria, nel senso che l'Italia non è in condizione di imporre restrizioni bilaterali all'importazione di questi prodotti. Mi pare che abbiate preso atto del pieno rispetto che si deve dare a questa normativa.

24.10.2005

   
 
         
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