Cosa dice la tendenza delle urne europee.

Dopo la Francia l'Olanda e poi l'Irlanda. Ormai dovrebbe essere chiaro che lo spostamento a destra di una parte dell'elettorato europeo non è il frutto di una serie di incidenti di percorso ma esprime una tendenza di fondo. E si sta avverando la previsione che solo pochi di noi avevano fatta all'indomani della vittoria di Haider in Austria, e cioè che il tema del rapporto con l'immigrazione e la reazione xenofoba di una parte della popolazione dei paesi europei sarebbe diventato la grande questione con la quale le sinistre avrebbero dovuto misurarsi in maniera non congiunturale.

In Italia, nell'ambito del centrosinistra soprattutto da parte della Margherita, non si è fatta attendere la reazione che appare la più ovvia e che tuttavia risulta ripercorrere tragicamente gli errori di questi anni. Lungo la linea indicata da Giddens in un suo recente articolo, successivo al primo turno delle presidenziali francesi, la Margherita sembra intenzionata a contrastare l'ondata xenofoba collocandosi sul suo terreno. L'accettazione da parte di Rutelli del paradigma che collega meccanicamente il tema della sicurezza a qu ello dell'immigrazione e la proposta relativa alle impronte digitali sono il segno inequivocabile di questo orientamento.

Ciò non vuol dire che la sinistra e il centro sinistra non debbano elaborare una propria politica della sicurezza. L'assenza di una propria e aggiornata elaborazione di una nuova gestione dello "spazio pubblico" di fronte ai fenomeni che attraversano le moderne metropoli è una delle cause della difficoltà che investono la sinistra. Ma nel caso della Margherita in Italia ( ma anche della maggioranza dei Ds) ci troviamo di fronte a una vera e propria coazione a ripetere gli errori che ci hanno condotto alla sconfitta in Italia e negli altri paesi europei.

Come è accaduto sulle politiche economiche e sociali, anche sul tema dell'immigrazione, la tendenza della sinistra moderata che ha segnato in tutta l'Europa l'esperienza di governo della seconda metà degli anni Novanta è quella di condizionare il liberismo sostanzialmente dall'interno, non riuscendo a costruire nei suoi confronti una credibile alternativa.

Ciò non significa che la sinistra europea sia destinata al declino. Anche nella stessa Francia non è una prospettiva irrealistica che, sia pur per reazione e istinto di sopravvivenza, nelle elezioni legislative la sinistra imbocchi la strada dell'unità e per questa via realizzi una rimonta. I movimenti sindacali e quelli di opinione pubblica che hanno scosso l'Italia in questa prima parte dell'anno dimostrano come esiste un vasto movimento che reagisce all'involuzione che la destra vuole imporre al paese.

Ma tutto ciò ha bisogna della costruzione di una nuova prospettiva che costituisca un'effettiva alternativa alle tendenze in atto sulla scena mondiale. Per la sinistra c'è da questo punto di vista un passaggio obbligato costituit o da una sua autonoma concezione del compimento del processo di unità politica dell'Europa. Il rapporto privilegiato con la Russia sostenuto lucidamente da Silvio Berlusconi in alternativa al processo di integrazione europea è una mina vagante che va rapidamente disinnescata.

La scelta dell'Europa è perciò insieme un'opzione di carattere geopolitico sugli equilibri mondiali e di "modello sociale", capace di riproporre una diversa alternativa nel rapporto tra Nord e Sud del mondo a quello che l'attuale governo dei processi di globalizzazione sta imponendo. Il fatto che l'Europa non abbia avuto una sua politica, alternativa a quella degli Stati uniti di Bush, di fronte alla crisi delle relazioni mondiali messe a nudo dalla tragedia dell'11 settembre è il segno più evidente della sua difficoltà ad assolvere a una funzione autonoma nel panorama politico del Vecchio continente.

E' in questo vuoto che nascono le tendenze di destra. E' l'assenza di una prospettiva alternativ a che genera timori e insicurezze. E in questo quadro ritorna per la sinistra europea un nodo irrisolto: quello del centrosinistra quale nuova dimensione strategica del suo operare.

Proprio lo slittamento verso l'estrema destra di una parte dell'elettorato europeo impone alla sinistra di costruire una proposta che, a livello europeo, ponga il tema di una nuova coalizione tra sinistra e centro democratico. Ciò comporta tuttavia una critica serrata al modo in cui il centrosinistra, soprattutto per influenza di Blair e dei suoi teorici, è stato pensato nel decennio che ci lasciamo alle spalle, cioè non come un rapporto tra un centro e una sinistra capaci di rinnovare e rafforzare il proprio radicamento popolare ma come sostanziale slittamento al centro delle forze di sinistra. Il risultato è stato che di fronte alle tendenze populiste si è aperta una vera e propria prateria.

Questo a me sembra il tema più urgente su cui l'intera sinistra europea deve misurarsi se non vuole rinviare per troppo tempo l'apertura di una nuova stagione politica.

"Aprile", maggio 2002

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2005 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista