Berlusconi tra Bush e le parole del Papa

Ormai le cose dovrebbero essere chiare. Se la guerra in Iraq ci sarà (come tutto lascia supporre), sarà la guerra di Bush e di un nucleo di suoi alleati tanto esiguo da non arrivare nemmeno alle dita di una mano. Bush e il suo staff avranno certamente di che rallegrasi per aver messo il loro paese - vittima poco più di un anno fa del terribile attentato dell'11 settembre che aveva suscitato solidarietà in tutto il mondo - in una condizione di isolamento che non ha precedenti. E tale isolamento potrebbe arrivare addirittura al limite dell'insostenibile se Blair non riuscisse a imporre al proprio partito e alla propria maggioranza la partecipazione diretta a una guerra fatta senza un chiaro mandato dell'Onu.

Siamo a questo: l'amministrazione Bush non esita a mandare in frantumi l'intero sistema delle relazioni internazionali succeduto alla "guerra fredda" in nome dei suoi obiettivi. Ne sono sconvolti i rapporti tra Usa e Europa, il modo in cui l'Occidente viene percepito sullo scacchiere mondiale, le stesse prospettiva di uscita da una stasi economica la cui durata non ha precedenti nell'ultimo ventennio. Dopo la guerra sarà difficile rimettere insieme i cocci, e comunque il mondo che ne uscirà non sarà mai uguale a quello di prima.

La guerra in Iraq rischia di essere l'epilogo più maturo e coerente dell'epoca del neoliberismo ma anche il punto di partenza del suo declino. Non è detto che quello che verrà dopo sarà meglio, ma certamente sarà diverso.

Di fronte a questi cambiamenti non regge più il gioco in cui, rispetto alla guerra in Iraq, si è infililato il governo italiano. Non ci sono più margini per le doppiezze, le omissioni, i rinvii, che hanno costellato il vero "doppio gioco" di Berlusconi e del suo governo sulla guerra in Iraq, attraverso un continuo barcamenarsi tra un'opinione pubblica ostile al conflitto e l'enfasi della prima ora sul fatto che il premier italiano sarebbe stato sempre il più fedele a lleato di Bush. Ora bisogna dire con chiarezza se si appoggia la guerra di Bush oppure si è ad essa contrari. E, paradossalmente, Silvio Berlusconi - il più fedele alleato di Bush - si trova più dello stesso Tony Blair su una graticola di carboni ardenti. Gli sarà difficile cioè dire, rispetto al paese e a settori della sua stessa maggioranza che non dovrebbero essere insensibili all'appello del Papa, ciò che vorrebbe: di essere dalla parte di Bush. E un ostacolo non facile da valicare sono i "paletti" posti da Ciampi nella pienezza del suo ruolo istituzionale, cioè come garante della Costituzione e capo delle forze armate.

Incredibile a credersi, ma perfino da parte della destra italiana (tra le peggiori che circolano nel Vecchio Continente) non sarà semplice schierarsi con Bush. Chiedere perciò che il Parlamento italiano si pronunci, e lo faccia contro la guerra, diventa og ni ora che passa un obiettivo non del tutto fuori dalla portata delle cose possibili. Il movimento pacifista, l'opposizione parlamentare, devono almeno provarci.

Il peggio sarebbe, tuttavia, che - senza un chiaro pronunciamento - il governo italiano continui a dare il suo supporto logistico e in uomini alla guerra di Bush (che cosa sono se non questo gli alpini in Afhganistan?). Quello che è accaduto sull'autorizzazione all'uso delle basi e dello spazio aereo come dei mezzi di trasporto per favorire lo spostamento in zona di operazioni le forze americane non è più tollerabile. Ed è sperabile che le forze moderate dell'Ulivo escano dalla loro sostanziale passività rispetto a questo punto che nei prossimi giorni diverrà una questione cruciale.

E alla fine bisogna chiedere che siano la stessa maggioranza e lo stesso governo a stringere un "cordone sanitario" (o se si preferisce una "camicia di forza") attorno al ministro della Difesa, Antonio Martino. L'allievo dei "Chicago boys" (la scuola economica neoliberista americana) ormai ha l'occhio sempre più allucinato di un dottor Stranamore. Se fosse per lui sarebbe già con l'elmetto in testa. Ma si tratta solo di lui?

"La Rinascita", 20 marzo 2003

   
 
         
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