Prodi, serve un nuovo patto e il bis
aprileonline.info, 17 luglio 2007

Anche se si dovesse giungere a un accordo sulla questione dell'età pensionabile all'interno della maggioranza che sostiene il governo, sarebbe politicamente miope non guardare in faccia alla crisi ormai aperta del centrosinistra. Come dimostrano anche le dimissioni della Bonino. Anzi, se si volesse veramente ridare slancio e prospettiva all'attuale coalizione si dovrebbe cercare di vedere come le sue difficoltà siano in un certo specchio della crisi del paese, della sua coesione, delle difficoltà che ha a definire un suo ruolo nella tumultuosa trasformazione della divisione internazionale del lavoro.

Bisognerebbe essere consapevoli che per il centrosinistra non ci sono vie di uscita di tipo populista o leaderistico-plebiscitario da questa difficoltà, pena appunto una drammatica divisione tra centro e sinistra.

Sono queste le considerazioni che hanno indotto ieri il Forum delle associazioni per la sinistra - il nuovo organismo di coordinamento che vede insieme, tra le altre, l'Ars di Aldo Tortorella, Uniti a Sinistra di Pietro Folena, il Cantiere di Achille Occhetto, l'Associazione RossoVerde e la Sinistra RossoVerde - a ragionare sulla presa d'atto che, sia pure solo dopo un anno, un'intera fase dell'esperienza di governo del centrosinistra possa considerarsi esaurita. Se si vuole, dunque, rilanciare la coalizione e di ricostruirne la funzione strategica, bisogna prendere atto che il compromesso che dovrebbe stare alla base dell'attuale azione di governo non è stato nemmeno tentato. Né sono bastate le centinaia di pagine del programma dell'Unione per delinearne i contorni.

Vi sono almeno due questioni generali che debbono essre ricontrattate all'interno della maggioranza attuale. La prima riguarda la politica macroeconomica. La "querelle" sulle pensioni nasconde un contrasto più di fondo tra chi sostiene che la politica economica del governo ha come suo principale riferimento il rientro dal debito e chi invece pensa che essa debba essere improntata essenzialmente a scelte di tipo redistributivo. La seconda riguarda la legge elettorale. E' impensabile che una coalizione di governo, soprattutto in una fase cruciale di riorganizzazione del sistema politico, abbia al suo interno posizioni diverse su questo tema così importante.

E' opinione del Forum che la soluzione più adeguata all'annosa questione relativa alla legge elettorale sarebbe l'adozione del cosiddetto "modello tedesco". Ma la stessa sinistra risulta divisa su questa questione per non parlare del Partito democratico, diviso tra referendari e antireferendari.

Tutto congiura verso la necessità di un nuovo accordo programmatico e di un nuovo governo, presieduto da Prodi. E sarebbe saggio per la sinistra muoversi in questa direzione anche perché la crisi del centrosinistra pesa come piombo nelle ali a quel processo unitario che tutti dicono di volere ma che segna per tanti aspetti il passo.

aprileonline.info, 17 luglio 2007

   
 
         
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