Bella la piazza, meno certi interventi.
E ora tocca alla sinistra

rossodisera.info, 9 luglio 2008

Non c'è di che stupirsi se la manifestazione indetta ieri dai girotondi a piazza Navona ha registrato un significativo successo di partecipazione. E bene hanno fatto le forze di sinistra ad aderirvi. Bisogna riconoscere che, di fronte a un Pd tramortito dalla batosta elettorale la cui portata troppo a lungo si è tentato di occultare e a una sinistra praticamente immobilizzata dalle faide che sono seguite alle elezioni, Flores, Colombo e Di Pietro hanno sicuramente intercettato la voglia di reagire alle scellerate scelte ispirate da Silvio Berlusconi, che incomincia a farsi strada nell'opinione pubblica democratica del paese.
Non siamo alla reazione del 2001 e anche a piazza Navona, ieri, era evidente che a mobilitarsi è ancora una netta minoranza del Paese. Ma da qualche parte pur bisogna ricominciare per ricostruire un’opposizione alla destra, che è una premessa indispensabile per porre le basi di una nuova alternativa di governo. Ricominciare appunto, ma per andare esattamente nella direzione opposta a quella che è stata indicata dagli interventi finali, di Grillo e della Guzzanti, e dalle polemiche che hanno suscitato e che rischiano di appannare il valore della grande partecipazione. Eppure la manifestazione è stata introdotta da un intervento di un giovane, che non ha voluto dire nemmeno il suo nome, il quale molto opportunamente aveva collegato i temi della giustizia e dello strappo alla Costituzione con il malessere sociale che attanaglia il Paese, aveva sollecitato un atteggiamento di solidarietà verso il Presidente della Repubblica alla prese con una delicata vicenda istituzionale, aveva dichiarato esplicitamente che nel mirino dei manifestanti non c’era il Pd ma Berlusconi. Poi gli interventi finali l’hanno buttata in rissa e il nostro ineffabile presidente del Consiglio con i suoi commenti (“pattumiera”) non si è lasciata sfuggire l’occasione di sfoggiare lo stile che gli è proprio.
Guai tuttavia a cadere nel gioco dell’occasione persa, della giornata da dimenticare, come sembra voler fare Veltroni. Non lo meritano le migliaia di uomini e donne che sono venute ieri a piazza Navona guidate dal loro senso civico e dall’amore per la democrazia di questo nostro Paese. Ma proprio perché vogliamo che la giornata di ieri non venga ridotta a un episodio isolato e invece venga assunta come il primo passo di un’opposizione da ricostruire, non possono essere sottaciuti alcuni problemi che restano aperti, e in parte sono all’origine dell’esito non gradevole della giornata di ieri. La prima riguarda il fatto che Di Pietro deve scegliere e dire con chiarezza se il suo obiettivo è lucrare sul fatto che non ci sia opposizione o lavorare pazientemente a costruirne una. E’ questa scelta non chiara che spiega anche il fatto che –sebbene vi fosse la piena e convinta adesione all’iniziativa di tante forze di sinistra – non si sia voluto che questa fosse rappresentata sul palco e le si siano preferite le performances di Grillo e della Guzzanti.
Da tutto ciò la sinistra deve ricavare la lezione che non può delegare ad altri quello che in questo momento dovrebbe essere un suo compito prioritario, assolvere cioè in piena autonomia al compito di costruire l’opposizione alla destra. Perciò, quindi, sarebbe utile che la sinistra pensi a una sua autonoma e unitaria mobilitazione in autunno, su una propria piattaforma, per poter svolgere poi quel ruolo che i girotondi e Di Pietro negano a se medesimi. Si tratta di lavorare perché, a partire da singole iniziative, si arrivi poi a un tavolo comune di tutte le opposizioni, a comuni azioni di lotta, alla ricostruzione di un programma comune.
Ma perché tutto ciò sia possibile ci vuole una sinistra che sia in campo, che sappia coniugare autonomia e desiderio di unità, sappia cioè indicare una prospettiva che possa essere accolta e corrispondere alle aspettative e alle delusioni della maggior parte degli italiani.

rossodisera.info, 9 luglio 2008

   
 
         
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