Una gara al miglior “libro dei sogni”

rossodisera.info, 5 marzo 2008

Un po' mellifluo, con il suo solito fare accattivante e suadente, Walter Veltroni ieri a "Porta a Porta" se l'è cavata dal punto di vista della comunicazione e dell'immagine. Ha saputo anche ironizzare sul fatto che gli si attribuisce di dire tutto e il contrario di tutto. Non risparmiandosi egli stesso una battuta sul "ma anche", il tormentone che da più parti gli viene attribuito come espressione la più alta del suo argomentare politico.

Naturalmente il segretario del Pd di contraddizioni clamorose ne ha infilate anche ieri sera. Non ha spiegato infatti come mai l'eterogeneità di posizioni nel Pd - tra radicali e teodem, tra laici e cattolici, tra sindacalisti imbarazzati degli attacchi art.18 dello Statuto del Lavoratori e le posizioni degli industriali mandati in Parlamento - sia una ricchezza, mentre quella che egli lamenta vi sia stata nell'Unione tra sinistra e posizioni centriste siano state una palla al piede dell'azione di governo di Prodi.

La verità che questo patto tra produttori di cui Veltroni si gloria è talmente a vantaggio dei padroni che sull'attuazione di una legge dello Stato sulla sicurezza sui posti di lavoro - mentre continua la strage senza fine - Confindustria è in condizione di esercitare un vero e proprio veto. E nessuno nel Pd che gridi allo scandalo!

Per il resto siamo alla gara con Berlusconi di chi presenta il "libro dei sogni" più accattivante. Dal famoso "patto con gli italiani " del 2001 sottoscritto dal leader della destra proprio a "Porta a Porta" si è capito che le elezioni politiche in una società votata alla passivizzazione possono anche trasformarsi in un supermercato. E Veltroni ha deciso di assecondare la corrente. Una promessa qua e là, senza rispondere alla pressante domanda di dove trova i soldi se il suo obiettivo è abbassare le tasse a tutti, e il gioco è fatto. Naturalmente che importanza volete che abbia se in cambio di mille euro al mese per i precari si allungano i periodi di apprendistato e dei contratti a termine. Il miraggio della stabilità del posto di lavoro viene spostata più lontano e il leader del Pd si permette anche di abbandonarsi a mielose considerazioni sull'incertezza di futuro che grava sui giovani.

Naturalmente nessuna seria redistribuzione del reddito a vantaggio dei salari e delle retribuzioni più basse; nemmeno una parola sull'attacco in corso all'art.18 e al contratto nazionale di lavoro, alla 194 e ai diritti delle donne. Tutto questo viene visto come effetto di un sano pluralismo, come se le condizioni di vita delle persone e i problemi di ogni giorno fossero reperti messi sotto formalina.

Due cose vere in più di due ore di funambolici discorsi conditi con dati e cifre, simulacro di una concretezza inesistente: la prima è che la principale ispirazione di Veltroni è di costituzionalizzare, d'intesa con Berlusconi, il duopolio che si tenta di imporre oggi con l'attuale asfissiante dittatura dei mezzi di comunicazione di massa; la seconda che è conseguenza della prima sta nell'affermazione che in gioco in queste elezioni non è il governo del paese ma la trasformazione del suo sistema politico.

Ma se è così l'elettorato di sinistra pensi a se stesso e al suo futuro e dia un voto utile a far vivere nel nostro paese una sinistra forte e autorevole.

rossodisera.info, 5 marzo 2008

   
 
         
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