L'Italia ha bisogno di sinistra  
Prodi deve capire che il Pd non è l'alfa e l'omega della politica

Intervista


Piero Di Siena, senatore diessino dell'area Salvi, è uno degli esponenti della Quercia che non si è fatto vedere a Orvieto. E, di più, ha spedito, insieme ad altri 43 dirigenti del partito una lettera in cui si dice che non hanno più intenzione di partecipare alla costruzione di un partito che non contenga la parola "socialismo" o "sinistra".

Visto che il Partito democratico non conterrà nessuna di queste due parole potremmo dire che voi siete già fuori? Che non c'era più alcun margine di discussione per me è vero da tempo. Almeno da quando, nel 2003, Prodi propose la costituzione di un nuovo partito riformista i cuifondamenti erano al di là dell'orizzonte politico culturale della sinistra, lo, invece, credo che oggi in Italia ci sia la necessità di rifare la sinistra.

Significa che siete già pronti a fondare l'ennesimo partito della sinistra? No, non abbiamo bisogno di un nuovo partito quanto di tentare di costruire una sinistra unitaria capace di superare le attuali formazioni politiche figlie della crisi dei partiti di massa. Una nuova "cosa" di sinistra? L'elaborazione è già in corso. A luglio, sempre a Orvieto, ci siamo incontrati con l'Associazione perii rinnovamento della sinistra di Aldo Tortorella, con Uniti a sinistra di Folena, con l'Associazione Rosso-Verde di Alessio D'Amato e abbiamo già gettato le basi per un lavoro comune.

I rosso-verdi e Uniti a sinistra fanno parte della Sinistra europea. Il vostro approdo sarà Rifondazione? Innanzitutto non bisogna sottovalutare lo sforzo che Rifondazione, in questi anni, ha fatto per superare e ripensare se stessa. Sono maturi i tempi e i modi perché l'esperienza socialista della sinistra Ds possa interloquire con il Prc. Se il congresso Ds non verrà ulteriormente rimandato noi della sinistra proporremo, all'intera assise, un progetto diverso: mettere a disposizione la forza della Quercia per rifondare una forza di sinistra italiana.

Se salta il Partito democratico è chiaro che salta anche il governo visto che Prodi ha investito tutto in questo progetto. Vi sembra possibile?
Non c'è alcun automatismo fra assetti del governo-coalizione-riorganizzazione dei partiti. E poi, tanto per essere chiari, questa riorganizzazione non è stata promossa da noi, ma da chi ha voluto lanciare l'idea del Partito democratico. In più, i risultati elettorali e il buonsenso ci dicono che le culture di governo che evolveranno nel Pd non sono esaustive degli orientamenti cul-
turali e politici del centrosinistra. La riorganizzazione della sinistra deve comunque servire a rafforzare la coalizione di governo e a darle maggiore coesione. Ma c'è una cosa che viene poco sottolineata in questi giorni.

Quale?
Se il Pd, dalla nostra parte, viene sentito come un partito troppo moderato, c'è chi, dalla parte opposta, lo avverte come troppo spostato a sinistra. Voglio dire che quest'operazione aprirà anche un problema di riorganizzazione del centro perché è evidente che non tutti si sentiranno rappresentati dall'U-deur di Mastella. Sbaglia quindi Prodi a pensare che nel Pd c'è l'alfa e l'omega della politica.

La nuova forza della sinistra ripartirà a discutere del significato delle parole "comunista" e "socialista"? Rifondazione, uno degli interlocutori più importanti della Sinistra europea, ha già operato una sincera discontinui tà con il Novecento senza però rinne gare il socialismo o dismettere la critica al capitalismo. Se poi si vuole continuare a usare il termine comunismo per mantenere vecchi tratti identitari noi opereremo affinché vengano superati ma senza forzate rimozioni, come ha fatto in questi decenni la sinistra moderata, lo, personalmente, per immaginare nuovi cammini di libertà preferisco utilizzare il termine "nuovo socialismo".

"Left-Avvenimenti", 39-40 2006

   
 
         
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