FIAT, DS a favore del pubblico

Intervista Piero Di Siena che pochi giorni fa ha presentato una mozione insieme a tutto il gruppo dei senatori del suo partito

Nei giorni scorsi il gruppo parlamentare del Senato dei Ds ha presentato una mozione in cui si parla di intervento pubblico sulla vicenda Fiat. Liberazione ha intervistato il senatore Piero Di Siena.

Il nulla pneumatico scaturito dall'incontro tra governo e Fiat non è preoccupante?
Soprattutto da parte del governo vi è una sottovalutazione della portata di questa crisi e l'incapacità di immaginare quale possa essere il suo ruolo e la sua funzione. Siamo di fronte a un problema che riguarda non il destino di un'azienda ma il futuro di un intero settore industriale e dell'intera economia nazionale.

Nel vostro documento si parla anche di un percorso europeo...
Intanto la soluzione della crisi nel settore auto e della Fiat non può essere risolta nell'ambito nazionale. E' del tutto evidente che esiste un problema di dimensioni e di scala nell'organizzazione di una grande società automobilistica costretta ad affrontare le sfide del mercato. Il tema dell'integrazione internazionale della Fiat non può essere rimosso. GM, non è una soluzione. Questo processo di integrazione deve privilegiare la costruzione di un grande polo europeo.

L'ordine del giorno sull'intervento pubblico rappresenta una svolta per il centrosinistra.
I Ds finalmente si sono persuasi che l'intervento dello Stato nell'ambito della ricapitalizzazione della Fiat non è un tabù. Certo, non è la proposta di nazionalizzazione della Fiat, come in qualche passaggio è stata lanciata da esponenti di Rifondazione comunista. Segna comunque la necessità di un intervento pubblico a sostegno della nostra economia e delle nostre imprese. Tutte le più significative aziende europee hanno al loro interno una partecipazione pubblica.

Non credi che ci sia bisogno anche di un ragionamento sulla mobilità?
Questo è il tema, effettivamente. Non c'è dubbio che noi dobbiamo fronteggiare la tendenza delle imprese alla delocalizzazione delle attività produttive nei paesi in via di sviluppo. Questa battaglia può avere maggiore possibilità di successo se viene coniugata con un vero e proprio programma di innovazione della mobilità. La stessa proposta di un polo europeo non può essere disgiunta dal fatto che la sperimentazione sull'idrogeno avrà bisogno di una rete di distribuzione. Per queste strutture occorreranno forti investimenti. Se non vengono affrontati dal punto di vista pubblico si rischia dipendenza e marginalità nell'economia europea.

Il fattore tempo sta diventando un elemento determinante nell a vicenda Fiat.
Il governo di centrodestra ha già perso troppo tempo. Sono più di due anni che la crisi Fiat dimostra il suo carattere di fondo. Ci siamo trovati di fronte alla disarmante risposta che si tratta di una impresa privata e avrebbe deciso la finanza e il mercato. Una interpretazione a dir poco banale degli stessi orientamenti liberisti. Oggi più che mai abbiamo bisogno di risposte urgenti e significative. Spetta alla mobilitazione dei lavoratori rimettere nell'agenda politica con adeguata forza questo tema.

Questo tema della Fiat e della crisi dell'industria può diventare o no un tema centrale del programma elettorale delle opposizioni?
Questa mozione firmata da tutto il gruppo parlamentare dei Ds al Senato dimostra che è possibile a sinistra un ravvicinamento se si guarda, con spirito sgombro, da pregiudizi, ai processi reali. E' in campo il destino di migliaia di lavoratori. Ed oggi non c'è nessuno che sia dotato di buon senso che non riconosca che la soluzione passa per l'intervento pubblico.

"Liberazione", 11 febbraio 2005

   
 
         
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