EQUILIBRIO SENZA PREGIUDIZIO
"Sull'eutanasia alcuni cattolici possono creare ostacoli" 

Intervista di Gianfranco Palazzalo


Nel centrosinistra alcuni esponenti cattolici potrebbero bloccare la discussione sull'eutanasia. Lo pensa Piero Di Siena, senatore dell'Ulivo, membro della commissione Lavoro di Palazzo Madama.

Onorevole Di Siena, ci spiega come valuta la discussione su questi temi e le parole espresse dal Presidente della Repubblica che ha invitato le forze politiche al confronto sull'eutanasia?
Io penso che ci troviamo di fronte a temi e questioni che il legislatore deve affrontare con grande equilibrio, ma in modo approfondito, e aprendo una fase di discussione che deve essere libera da ogni pregiudizio, per trovare una soluzione su una moderna sensibilità rispetto ai temi della sofferenza e della dignità della vita. Mi pare che la risposta del Presidente della Repubblica vada in questa direzione. E quindi credo che vi sia un autorevole beneplacito ad aprire il confronto in Parlamento per trovare delle soluzioni più idonee.

Napolitano è stato molto prudente, evitando di aggiungere che il Parlamento discutesse in provvedimento...
Credo che il Parlamento debba in qualche modo aprire una discussione sulla base della sollecitazione del Presidente della Repubblica. Questa discussione deve definire quali siano i provvedimenti che possono essere assunti: essa va fatta con uno spirito di apertura. Irrigidimenti di principio, che vedo soprattutto da parte dei cattolici, non sono opportuni per darci una configurazione più esatta della dimensione dei problemi. La mia sensibilità è molto vicina a quella espressa da Stefano Rodotà nel suo libro dal titolo "La vita e le regole. Tra diritto e non diritto.

Pensa che i ministri cattolici nel governo, come Livia Turco, che comunque è favorevole al testamento biologico, possano creare un problema nel confronto sull'eutanasia?
Penso di no. Nel corso della sua esperienza politica e del suo percorso istituzionale, il ministro della Salute Turco ha sempre dimostrato di saper affrontare il tema dell'esercizio della responsabilità politica separandolo da quello della fede. Non credo che dalla Turco possano venire dei problemi. Ma penso che ci siano diversi esponenti politici che vivono la loro fede, la loro esperienza di cattolici, con tratti di integralismo o da neofiti. Esponenti come Francesco Rutelli potrebbero rappresentare un problema per questa discussione.

Cosa pensa del testamento biologico?

Credo che questa possa essere la via di approccio principale al problema. Più che parlare di eutanasia credo che sia necessario affrontare i casi concreti per evitare limiti alla libertà individuale di decidere se vivere la vita. Il testamento biologico può essere un elemento importante per definire questo quadro di problemi. Il fatto è che la scienza contemporanea ci dà strumento di accanimento terapeutico che fino a qualche anno fa erano impensabili e che determinano un allungamento di una vita che in altre condizioni sarebbe già finita.

"La Voce Repubblicana", 4 ottobre 2006

   
 
         
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