Fermare il declino del Mezzogiorno

aprileonline.info, 25 settembre 2007

Il declino dell'esperienza di centrosinistra nel Mezzogiorno sembra ormai irreversibile. Nata all'insegna del "buon governo" agli inizi degli anni '90, tale esperienza sembra ormai essersi omologata alle tradizioni peggiori del sistema di potere che da sempre impera nel Mezzogiorno.
I risultati sconfortanti sono sotto gli occhi di tutti: la criminalità è più forte che mai, il clientelismo la fa da padrone, la forbice tra Nord e Sud continua a crescere non solo dal punto di vista economico ma nello spirito pubblico e nel sentire comune.
Nasce il fenomeno nuovo del ruolo di poteri occulti rappresentati dalla rinascita della Massoneria.
A sinistra è doveroso chiedersi come sia potuto accadere tutto ciò e dove siano andate a finire le promesse di rinnovamento con cui agli inizi degli anni novanta si era aperta la stagione dei sindaci progressisti. E l'intero nel centrosinistra meridionale non può non sentire tutto ciò come una sua responsabilità.
E' mia opinione che la principale ragione di questo esito negativo di una intera stagione di governo sta nel fatto che il centrosinistra non ha nemmeno tentato di affrontare la "questione democratica" irrisolta che sta alla base della nuova questione meridionale.
Il rapporto governati-governanti è rimasto sostanzialmente immutato e nel migliore dei casi si è confusa l'azione di governo con l'efficienza dell'amministrazione.
Il consenso conquistato con le promesse di rinnovamento si è consolidato ricorrendo a vecchie pratiche e coltivando relazioni con l'opinione pubblica e con gli interessi di tipo tradizionale.
L'ideologia della centralità dell'impresa ha prodotto una relazione tra politica e impresa dagli esiti, in qualche caso, perversi.
Di fronte a tutto ciò la sinistra nel Mezzogiorno deve evitare l'errore - anche come forma di reazione al Partito Democratico - di pensare che la soluzione sia un suo passaggio organico a una collocazione di opposizione.
Non si tratta di rimanere ad ogni costo al governo (in Basilicata infatti la sinistra è fuori dalla nuova giunta regionale; sarebbe utile fare altrettanto in Calabria) ma di sapere che il Mezzogiorno ha bisogno di governo.
L'alternativa, quindi, per cui la sinistra deve lavorare, è quella di una nuova prospettiva di governo, di un centrosinistra rinnovato fondato su un cambiamento delle classi dirigenti, in un confronto aperto di fronte all'opinione pubblica.
E' quanto avvenuto, in un certo senso, in Puglia con la vittoria di Nichi Vendola prima nelle primarie e poi alle elezioni regionali. Facciamo in modo che questa esperienza non resti isolata.

aprileonline.info, 25 settembre 2007

   
 
         
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