Ora costruiamo le “Case della sinistra”


Il dado ormai è tratto. Al Congresso di Firenze dei Ds si avvierà, e rapidamente, il processo che porterà alla costituzione del Partito democratico. Che cosa esso effettivamente sarà, quale sarà la leadership, sono cose tutte da stabilire. E non è nemmeno certo che sia una operazione destinata al successo.

Ma se esso dovesse fallire, le macerie che si riverserebbero sulla già gracile democrazia italiana sarebbero enormi e l'esito devastante. C'è da augurarsi, quindi, che esso possa essere quel moderno partito della borghesia che l'Italia non ha mai avuto, capace di rafforzare il dialogo e una ricerca di intesa a sinistra. Anche se la gracilità dei consensi che il centrosinistra è in grado di raccogliere non potrà che rafforzare le tentazioni neocentriste di parte non trascurabile dei gruppi dirigenti del nuovo partito, e non solo di quelli che provengono dalle file della Margherita.

Ma il dado è tratto anche da parte della sinistra dei Ds. L'intervento di Mussi a Firenze sarà un saluto di commiato. Poi per la sua area - si prevede senza particolari clamori - il congresso è finito. Il cinque maggio una manifestazione lancerà il movimento autonomo a cui la sinistra Ds intende dar vita. Tutto ciò - è facile prevedere - metterà in movimento forse l'intero sistema politico, sicuramente i rapporti in quella che possiamo definire la sinistra dell'Unione. Che lo si voglia o no, niente resterà come prima. E anche i progetti da tempo già avviati di autotrasformazione di Rifondazione comunista, di cui la costruzione della Sinistra europea costituisce il principale aspetto, sono costretti a misurarsi con le novità che sono in campo.

Naturalmente, niente sarà facile. Per la sinistra Ds un conto è decidere di non partecipare alla costruzione del Partito democratico e un altro dare corpo nelle diverse realtà del paese a una sua vita autonoma anche sul piano organizzativo. Meglio sarebbe stato che al progetto del Partito democratico si fosse per tempo opposto quello dell'unità della sinistra, come si fa ora solo a fine congresso, e ci si fosse mossi di conseguenza anche sul piano organizzativo.

E' ciò che del resto Ars, Uniti a sinistra e RossoVerdi hanno cercato di fare in questi mesi, anch'essi tuttavia senza la continuità di impegno che sarebbe stata necessaria. Comunque, tutto ciò appartiene al passato e la sfida che oggi è di fronte alla sinistra intera è ardua ma ineludibile.

L'alternativa è molto secca: o essa è in grado di unirsi su basi del tutto rinnovate rispetto alle culture e alle pratiche politiche del secolo scorso o è destinata a perire. Si tratta, in verità, di un problema non solo italiano ma che riguarda tutto il socialismo europeo.

Per questa ragione sia la novità politica che emergerà dal Congresso dei Ds, sia il processo costitutivo della Sinistra europea non sanciscono l'esaurimento dell'impegno che in questi mesi Ars, Uniti a Sinistra e RossoVerdi hanno messo in campo per rinnovare le culture politiche a sinistra. Anzi quell'impegno, oggi, è necessario che si trasferisca dalla
cultura alla pratica politica diffusa e dia, attraverso la costruzione delle Case della Sinistra (intese come luogo non di questa o quella organizzazione o progetto politico, ma come dimora di tutti), un posto a partire dal quale, chi lo vuole possa continuare o iniziare a lottare per cambiare lo stato delle cose presente.

18 aprile 2007

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2005 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista