A settembre Unione a carte scoperte

rossodisera.info, 31 luglio 2007

La politica si dà appuntamento a settembre - e dà appuntamento al paese - lasciando irrisolte una serie innumerevole di incognite. Niente è certo. Riuscirà il governo ad arrivare all'appuntamento della Finanziaria avendo un fronte polemico aperto a sinistra che sembra difficile da risanare? Che cosa ne sarà del Partito democratico dopo le primarie del 14 ottobre? Saprà la sinistra trovare la via dell'unità e dare la sua risposta alla crisi verticale che attraversa il sistema politico? Cosa ne sarà della stessa destra italiana che, certo, ha i sondaggi dalla sua parte ma che difficilmente riuscirà ad arrivare al prossimo appuntamento elettorale con assetti e leadership immutati? A mia memoria si tratta di una situazione senza precedenti. E ciò che inquieta è che una crisi così profonda della politica non può che essere lo specchio di una crisi ancora più profonda del Paese. E il paradosso di questa situazione sta nel fatto che, non solo io, ma tanti nel centrosinistra invece di tessere gli elogi (anche con qualche forzatura e faziosità) della maggioranza di cui si fa parte e del governo che si sostiene sono costretti a prendere atto che forse un'intera esperienza è giunta al capolinea.

Si tratta di domande tutte senza risposta. E in queste condizioni è facile prevedere che agosto sarà per intero dedicato a una guerra mediatica senza rete e forse senza anche molto costrutto.
In questa situazione la responsabilità della sinistra è grandissima. O insieme alla qualità della democrazia del paese perde anche se stessa, oppure si dimostra capace di guardare in faccia alla realtà e di contribuire ad aprire un capitolo nuovo della storia dell'Italia: vale a dire, riformando se stessa, contribuire a cambiare l'agenda politica e istituzionale, lo spirito pubblico, a colmare il fossato enorme che si è aperto tra politica e cittadini.

E' mia opinione che questo costituisce il principale compito che in autunno la sinistra deve assumersi. Perciò bisogna rompere gli indugi e avviare senza ulteriori ritardi quel processo di costruzione di un nuovo soggetto unitario che sia il risultato della convergenza unitaria delle forze della sinistra e insieme il loro superamento.

In questo contesto vanno collocate le partite irrisolte, da quella sulle pensioni e il mercato del lavoro, a quella relativa alla legge elettorale su cui incombe la spada di Damocle del referendum, a quella di uno scenario internazionale che nonostante le dichiarazioni di D'Alema va in una direzione in cui gli scenari di guerra diventano sempre più numerosi e più prossimi.

Perciò a settembre sarebbe bene fermarsi un attimo e vedere ciò che non va nel centrosinistra, svolgere una vera verifica sui programmi e alla fine anche sugli assetti del governo, con l'intento non di perseguire una collocazione all'opposizione ma di salvare, se ve ne fosse il tempo, l'Unione. Così si scoprirebbero le carte e l'opinione pubblica capirebbe chi veramente nella maggioranza lavora per mettere una pietra tombale sul centrosinistra e il governo Prodi.

rossodisera.info, 31 luglio 2007

   
 
         
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