E ora un’accelerazione all’unità a sinistra

rossodisera.info, 4 settembre 2007

Che dal male nasca il bene? Nel dibattito estivo l'unità a sinistra sembrava sostanzialmente compromessa. Lo sfondamento nella trattativa su pensioni e mercato del lavoro delle ragioni degli ultras del Partito democratico e di Confindustria avevano gettato lo scompiglio nella sinistra dell'Unione. Non c'era accordo su nulla, o quasi. Diversa era la valutazione sull'intesa siglata tra governo e confederazioni sindacali, diverso l'atteggiamento sulla manifestazione indetta da "Manifesto" e "Liberazione" per il 20 ottobre. Su Sinistra democratica si scaricava il diktat di una brutalità inusitata che Angius e, in parte, Spini (o con lo SDI o morte) hanno cercato di imporre a mezzo stampa. E mentre Rifondazione alle prese con un difficilissimo rapporto con il governo regrediva dall'intento di "rifondare la sinistra" alla riconferma del ruolo di PRC, con una sorta di sussulto identitario che ha gettato un velo di oblìo anche sul processo costitutivo di Sinistra Europea, c'è chi ha pensato che le difficoltà e le divisioni sarebbero potute diventare esiziali per Sinistra democratica.

Sarà stata la preoccupazione di buttare tutto all'aria, quel che è certo però è che dalla Festa di Orvieto di Sinistra democratica è venuta un'accelerazione all'unità della sinistra. La risposta di Verdi e Rifondazione è stata sostanzialmente positiva. Lo SDI ha declinato l'invito. E ora sembra essere in corso un confronto serrato perché la manifestazioni del 20 ottobre si trasformi da pomo della discordia a sinistra nel bagno di folla benaugurante per una sinistra unita. Non sarà quel nuovo soggetto politico di cui l'Italia avrebbe bisogno ma una federazione dei partiti esistenti. Ma sempre meglio che niente.

Naturalmente, non è poco che una volontà politica sia stata confermata. Tutti problemi, tuttavia, restano sul tappeto, e tutti i nodi sono da sciogliere. E si tratta di far presto, se si vuole opporre una seria azione di contrasto all'azione di Veltroni che sta lanciando il suo Partito democratico alla conquista del "popolo di destra", sposandone pregiudizi, paure, le manifestazioni più banali del suo senso comune. E nell'accingersi a questa impresa non guarda in faccia a nessuno, scava il terreno sotto i piedi di Prodi, relega senza tanti complimenti in panchina Fassino e D'Alema dopo aver ricevuto l'investitura, assesta i colpi definitivi al cemento, già sgretolato da un anno di governo, che dovrebbe tenere insieme l'Unione.

E' mia opinine da tempo che è nell'interesse stesso di Prodi interrompere il logorio di questi mesi con una verifica politica a tutto campo che rilanci l'Unione, ne ridefinisca il programma su alcuni punti essenziali, ripensi l'assetto del governo. Solo così sarà possibile togliere lo scettro ai guastatori di professione - da Dini a Rutelli, all'impaziente sindaco di Roma - e rifare ordine nel centrosinistra. Tutto questo avrà qualche probabilità di successo se la sinistra sarà effettivamente unita negli appuntamenti dell'autunno, nel percorso segnato dalla consultazione dei lavoratori sul protocollo sul welfare, dal confronto nella maggioranza sulla finanziaria e sulla riforma elettorale, dalla manifestazione del 20 ottobre e dai significati che assumerà a partire dall'esito delle tappe precedenti.

rossodisera.info, 4 settembre 2007

   
 
         
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