Unità a sinistra, premere l’acceleratore
aprileonline.info, 26 luglio 2007

E' probabile che il vero e proprio schiaffo che la parte moderata dell'Unione ha dato alla sinistra, oltre che alla Cgil tutta intera, con l'esito complessivo del confronto su pensioni e mercato del lavoro, possa servire da lezione. Il problema, come dovrebbe essere chiaro a tutti, non è riassumibile sul quando e il come si procederà gradualmente all'elevamento dell'età per poter avere la pensione d'anzianità, ma riguarda l'intero impianto della politica economica e del lavoro del governo Prodi, che è repentinamente mutato di segno nel giro di due giorni e di una notte di trattativa con il sindacato.

L'unica reazione a sinistra che non sia scomposta, dettata dalla rabbia e dalle emozioni di questa tormentata vigilia di vacanze, che non oscilli tra azione di rimessa e rassegnazione, è quella di accelerare il progetto unitario per dar vita a una nuova forza della sinistra italiana e contemporaneamente dire a Prodi che è ora di rilanciare la coalizione verificando programma, maggioranza e assetto del governo. I gruppi dirigenti dei partiti di sinistra non possono più indugiare, pena la loro riduzione a forza marginale del sistema politico. E quanto in questi giorni abbiamo cercato di dire io e Pietro Folena interpretando gli orientamenti delle associazioni raccolte nel Forum per la sinistra.

Qualche segnale positivo c'è. Oggi Cesare Salvi in un'intervista rilasciata a "Liberazione" spinge sull'acceleratore e giunge a indicare nel nostro documento (quello che sta alla base della costituzione del Forum, elaborato dall'Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, da Uniti a Sinistra e dai RossoVerdi dopo il seminario di Orvieto del luglio 2006) la base di partenza di un confronto politico e ideale che avvii un rapido processo unitario.

Dobbiamo, dunque, renderci conto che tutto è in movimento e che la crisi del centrosinistra è lo specchio di una generale crisi italiana. Con sempre maggiore consapevolezza i diversi tentativi di riorganizzazione del sistema politico si misurano con questo problema. E' quanto ha fatto Veltroni sul "Corriere della Sera", anche se propone soluzioni che giustamente Sansonetti definisce neogolliste.

Lo stesso ricorso alle primarie con più candidati per l'elezione del leader del Partito democratico, sia pure in termini distorti, allude alla ricostruzione di un rapporto tra politica e cittadini ormai compromesso persino nell'immaginario di milioni di persone. Del resto, bisogna comprendere che in assenza di modelli alternativi, il rapporto tra politica e società non può non assumere una piega plebiscitaria. Che cos'è al fondo la validazione, pur giustissima, di accordi sindacali attraverso il referendum tra i lavoratori? E la stesso eventuale ricorso al referendum degli iscritti da parte di Rifondazione che cos'è se non un sintomo dello stesso processo? Se tutto ciò non ci soddisfa, troviamo altre alternative per garantire la partecipazione.

Insomma, come in più occasioni ha detto Mussi è ora a sinistra di uscire dalle trincee. Si può farlo partendo dalla costruzione di gruppi unici nel Parlamento e da una discussione comune su come estendere l'esperienza delle Case della Sinistra, che in modo autonomo stanno nascendo qua e là nel paese. E poi, soprattutto, bisogna trovare il modo perché il popolo di sinistra possa finalmente dire la sua.

aprileonline.info, 26 luglio 2007

   
 
         
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