Uniti a sinistra
Un'impresa impossibile?

Pietro Folena e Piero Di Siena

Il compimento del percorso che porterà alla nascita della Sinistra europea, la voglia di unità che ha attraversato il congresso dei comunisti italiani, la scelta di Mussi e di Angius di dare vita a un movimento politico che, pur richiamandosi alle radici del socialismo europeo, ha il proposito di lavorare a una più vasta unità della sinistra italiana danno ragione all'intuizione che insieme - Associazione per il Rinnovamento della Sinistra, Uniti a Sinistra e RossoVerdi - abbiamo avuto la scorsa estate a Orvieto quando lanciammo l'obiettivo di costruire un nuovo unitario soggetto politico della sinistra italiana.

Allora a molti, che pure erano vicini alle nostre posizioni, sembrò quella un'impresa impossibile. Nonostante ciò - su sponde diverse: chi nella Sinistra europea, chi nella Sinistra Ds, chi in nessuna organizzazione partitica - siamo andati avanti in questa comune impresa. Abbiamo elaborato un documento, che si è sforzato di indicare un orizzonte di valori e fondamenta del tutto rinnovate per la sinistra italiana e europea del XXI secolo, accolto positivamente da tutti a sinistra come dimostra il dibattito che si è sviluppato attorno ad esso negli ultimi due numeri di Critica marxista, l'antica e prestigiosa rivista da anni diretta da Aldo Tortorella.

Ora il fatto che le cose a sinistra sembrano procedere nella direzione da noi auspicata ci induce ad andare avanti nella nostra comune impresa, proprio nel momento più favorevole ma al tempo stesso più difficile. Sarebbe, infatti, pericoloso sottovalutare gli ostacoli che possono frapporsi al processo unitario, proprio ora che esso sembra essere all'ordine del giorno. È nostra opinione che il progetto della Sinistra europea, che è nato ben prima dell'apertura dell'attuale fase politica, è una tappa essenziale della più grande unità della sinistra, ma per forza di cose non può rappresentarla in tutta la sua ampiezza potenziale. D'altro canto, l'unità della sinistra non può prescindere dai contenuti. L'appartenenza a diverse famiglie europee deve essere messa al servizio di un progetto comune della sinistra italiana e tale progetto deve prefigurare ed essere parte di una ricerca comune delle diverse famiglie della sinistra in Europa, verso quel «nuovo socialismo» di cui parla il nostro documento di Orvieto come anche quelli della Sinistra Democratica e della Sinistra Europea.

L'ambizione, giusta e condivisibile, di unire tutta la sinistra, non può essere basata sul semplice «no» al Partito democratico e sul «sì» al socialismo europeo, ma deve partire dal confronto nel merito.
Insomma, a tutti chiediamo di mettere da parte le appartenenze consolidate, di rompere gli steccati e di navigare in mare aperto. E per fare questo occorre che l'azione politica ritorni ad essere bene comune delle persone e sottratta al monopolio degli stati maggiori.

Abbiamo di fronte a noi due problemi, tra loro connessi ma distinti. Il primo è costruire l'unità d'azione della sinistra dell'Unione, sia per renderne più incisiva l'azione nella coalizione di governo che guida il paese, sia per affrontare in modo unitario le prossime scadenze elettorali. Il secondo, ben più impegnativo e ambizioso, è produrre cultura politica e esperienze sul campo che facciano della creazione di un nuovo soggetto della sinistra italiana quel «cantiere» che da più parti s'invoca.

Ora nel campo della sinistra politica, nel corso di questi anni, sono nate esperienze associative tra chi è andato via via perdendo il proprio partito di appartenenza o comunque ha sentito il proprio partito o le correnti di partito un vestito troppo stretto per poter soddisfare la propria passione politica. L'Ars, Uniti a Sinistra, e le associazioni dei RossoVerdi sono solo alcune tra queste esperienze. In questa nuova fase politica che si è aperta a sinistra pensiamo che tali esperienze associative debbano concorrere - attraverso un movimento comune, un forum tra associazioni, fondato sull'adesione alle linee generali del documento varato in autunno - al processo di costruzione del nuovo soggetto politico di cui la sinistra italiana ha bisogno. Facendo da stimolo a impegnative esperienze unitarie che, sin da ora, si sviluppino dall'alto (attraverso il coordinamento dei gruppi parlamentari della sinistra dell'Unione) e dal basso attraverso la costruzione delle Case della Sinistra, nelle quali sperimentare sul territorio e nel corpo vivo del paese quelle pratiche unitarie di cui tanti e tante avvertono il bisogno.

Per questo l'11 maggio daremo vita ad un movimento comune per l'unità della sinistra in cui esponenti della Sinistra europea, della Sinistra democratica e di tutti i soggetti interessati al «cantiere» possano iniziare a lavorare insieme, senza attendere oltre.

Il Manifesto, 5 maggio 2007

   
 
         
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