Politiche salariali: un dovere della Sinistra

aprileonline.info, 5 dicembre 2007
Se c'è una cosa in questo martoriato Paese su cui c'è accordo pressocché generale, è il fatto che salari e retribuzioni sono insopportabilmente bassi. Lo ha detto tempo fa il governatore della Banca d'Italia, gli ha fatto eco il presidente di Confindustria, lo dice il centrodestra e lo dice il centrosinistra, i sindacati hanno annunciato lo sciopero generale sul tema.

Naturalmente le cose cominciano a cambiare quando si passa alla denuncia della gravità del fenomeno -purtroppo sottovalutato troppo a lungo dalla politica- alle soluzioni.

Confindustria e centrodestra pensano ad una riduzione delle tasse sulle retribuzioni con l'intento di provocare, a partire da qui, una generale riduzione della pressione fiscale.

Il centrosinistra ha assunto un impegno importante nella legge Finanziaria in corso di approvazione, sull'uso dell'eventuale extragettito fiscale del 2008, al fine di ridurre le tasse sui salari.

Il Partito Democratico -se Tiziano Treu ne esprime le posizioni in materia- è orientato ad affrontare la questione combinando misure fiscali e incremento del cosiddetto "salario di protettività", attraverso un potenziamento della contrattazione di secondo livello, la defiscalizzazione degli straordinari, l'indebolimento del contratto collettivo nazionale di lavoro.

Per la Sinistra, la quale l'8 e il 9 dicembre si prepara un nuovo capitolo della sua storia, dire che la questione salariale è una priorità è evidentemente una ovvietà. Lo stesso Gavino Angius, per la Convenzione Socialista, auspica che i sindacati sui bassi salari arrivino allo sciopero.

Ma è importante che la Sinistra non perda di vista il fatto che, se si vuole affrontare in maniera strutturale la questione dei bassi salari, bisogna invertire la tendenza, che dura fin dagli anni '80 del secolo scorso, che ha visto un massiccio spostamento della ricchezza nazionale dai salari ai profitti. Ora ciò sarà possibile solo se si restituisce ruolo e autonomia al contratto nazionale di lavoro, oltre i paletti dell'accordo del 1993. Intanto però si arrivi alla firma di un buon contratto dei metalmeccanici e al reperimento delle risorse necessarie per i contratti del pubblico impiego.

aprileonline.info, 5 dicembre 2007

   
 
         
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