Piccolo Eliseo, dove “fare” significa ricostruire

rossodisera.info, 21 giugno 2008

Il 22 giugno al Piccolo Eliseo, a Roma, le Associazioni che diedero vita il 10 febbraio al Teatro Farnese all’Assemblea delle associazioni, delle reti e dei movimenti per promuovere il Movimento politico per la Sinistra l’Arcobaleno, si reincontrano per proseguire insieme il proprio cammino. Alcune di esse mancheranno all’appello. Ma sarebbe stato strano che non fosse così, perché noi tutti abbiamo deciso di rinnovare il patto tra di noi sulla base di un documento politico che ci vincola a scelte impegnative. E poi, sebbene dall’assemblea del Farnese siano passati solo pochi mesi, oggi la sinistra italiana – spazzata via dal voto degli elettori – è chiamata a ripensare alla radice il proprio futuro.
Del resto, è come se vivessimo in un altro paese. La destra al governo, smentendo tutte le elaborazioni sul “bipolarismo mite” su cui si sono esercitati Veltroni e i suoi persino all’indomani del risultato elettorale, è passata all’incasso tentando di imbavagliare la magistratura, dando sfogo alle pulsioni autoritarie e xenofobe che l’attraversano, coprendo l’azione di smantellamento dello stato sociale con alcune misure caritative dal sicuro effetto mediatico ma dai risultati scarsi.
E a differenza che nel 2001 la reazione dell’opinione pubblica democratica, che allora, sui fatti di Genova, sulle leggi vergogna, sull’attacco allo Statuto del lavoratori, fu immediata e estesa, oggi stenta a farsi sentire, e una parte dello stesso elettorato di centrosinistra partecipa delle “paure” e dei convincimenti che hanno permesso alla destra di vincere.

Insomma, la sconfitta non è né congiunturale, e forse nemmeno di breve periodo. E’ ciò che giustifica il fatto che nel campo di quello che fu il centrosinistra nessuno può dire di stare in buona salute. Il Partito democratico è incerto e diviso su tutto: su come fare l’opposizione, su come guardare all’evoluzione del sistema politico, sulla politica delle alleanze. E a volte sembra insicuro del suo stesso futuro. La sinistra politica, dopo la più pesante sconfitta della sua storia, è implosa. Parlare di unità oggi può sembrare una chimera. E tutto lascia pensare che le lacerazioni e le aggregazioni che si profilano all’orizzonte tra le diverse forze – anche quelle fatte in nome della costruzione di un nuovo soggetto politico – non produrranno nulla di buono.
Noi, domenica, ci sforzeremo di indicare un’altra strada. Ribadiremo – è ciò è molto importante – che la nostra missione è la costruzione di una nuova forza politica della sinistra italiana, capace di superare le differenze e le divisioni che vivevano sotto traccia nell’esperienza della Sinistra l’Arcobaleno. Ma che vogliamo farlo a partire non da noi, e nemmeno solo dai movimenti e dai conflitti, ma dalla società italiana, dalla vita quotidiana della maggioranza dei cittadini, anteponendo al confronto politico, spesso lacerante, tra gli stati maggiori di una sinistra ridotta al lumicino, un lavoro di costruzione di riorganizzazione dal basso a stretto contatto con i quartieri, i territori, i posti di lavoro. “Sinistra del fare” è lo slogan con cui ci siamo dati appuntamento al Piccolo Eliseo, dove “fare” significa ricostruire la sinistra nella società e costruire l’opposizione alla destra.

E’ un’impresa al di sopra delle nostre forze? Sicuramente sì. Ma se non osiamo ora che non abbiamo nulla da difendere, avendo pressoché totalmente dissipato il nostro patrimonio di consensi, quando dovremmo farlo?

Quindi da domenica ci metteremo in cammino, sicuri di incrociare nel nostro percorso quanti, sia pure in forme diverse – nei partiti e fuori di essi – hanno la nostra stessa aspirazione. Penso intanto al prossimo appuntamento di Pensare a Sinistra, al lavoro dell’Associazione per una Sinistra unita e plurale di Firenze, al Sinistra Pride di Torino, all’Associazione veneta. C’è un gran lavoro da fare e noi vogliamo senza indugi iniziare.

rossodisera.info, 13 maggio 2008

   
 
         
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