Ricostruire un’opposizione di sinistra

La rinascita della sinistra, 5 febbraio 2009

Negli stessi giorni in cui la crisi della sinistra italiana, messa clamorosamente in luce dalla sconfitta delle elezioni dell’aprile scorso, produce l’ennesima separazione in Rifondazione comunista, gli stessi protagonisti di questa rottura con esponenti di tutto l’arco della sinistra politica e sindacale firmavano insieme un documento che sarà alla base di un’iniziativa il 15 febbraio dedicata alla crisi economica e alle proposte che da sinistra debbono essere avanzate per impedire che essa ricada sui lavoratori sulla parte socialmente più debole della società italiana.
Ciò significa che si può nella sinistra coltivare ragionevolmente la speranza che - indipendentemente dalle diverse prospettive politiche che si coltivano al fine di superare la sua storica crisi – si continui a sviluppare unitariamente un’iniziativa tesa a contribuire qui e ora alla costruzione nel Paese dell’opposizione al governo della destra e alle sue rovinose scelte politiche.
Del resto dovrebbe essere chiaro a tutti che – sia che si persegua il progetto di unire i comunisti che quello di continuare puntare sulla rifondazione comunista, oppure , come io penso, di dare vita a un nuovo soggetto della sinistra italiana – nessuna di queste prospettive potrà trovare ascolto in settori significativi dell’opinione pubblica se esse si sottraggono all’esercizio di una funzione politica (la costruzione dell’opposizione) che allo stato attuale è assente.
Questo è tanto più importante nel momento in cui appare evidente che il Pd indugia in pratiche consociative con la destra, come dimostra il voto di astensione al Senato sul federalismo fiscale, quel che si appresta a fare sulla giustizia e l’isolamento in cui viene lasciata la Cgil dopo l’accordo separato sul nuovo modello contrattuale firmato da Cisl e Uil. E tutto ciò avviene nonostante si accentuano in tutti i campi – dalle misure sulla sicurezza, alla limitazione del diritto di manifestare, alle minacce di censura ai programmi televisivi – le pulsioni autoritarie della destra al governo. E’ stupefacente, infatti, come in più occasioni ha scritto di recente Pietro Folena, che il Pd non veda la sistematicità dell’attacco all’attualità dei valori costituzionali e del perseguimento di una deriva presidenzialistica senza contrappesi da parte della coalizione guidata da Silvio Berlusconi.
Sono tutte ragioni per cui costruire l’opposizione dovrebbe essere il primo punto dell’agenda politica della sinistra. E tuttavia il fatto che così non sia, che la discussione che è seguita alla manifestazione dell’11 ottobre non sia stata all’altezza delle attese e dei compiti che ne sarebbero dovuti discendere per tutti è una realtà con cui fare i conti.
L’iniziativa del 15 febbraio vuole, partendo dai problemi drammatici e urgenti che il Paese dovrà affrontare per effetto della crisi economica, riprendere quel cammino. L’ambizione è quella di contribuire a definire per tutta la sinistra una linea di condotta comune, obiettivi capaci di dare risposte immediate agli effetti della recessione sull’economia reale e sull’occupazione, ma anche di indicare un mutamento nei modelli economici che finora sono prevalsi e che stanno alla base della sostanziale sordità ai problemi legati all’emergenza ambientale e allo stato di guerra permanente che una concezione competitiva dei rapporti economici nella globalizzazione ha in questi anni prodotto,
La situazione mondiale è più aperta di quanto possa apparire dall’angolo di visuale della crisi di prospettiva in cui si trova l’Italia. La vittoria di Obama è sicuramente una novità destinata a determinare un mutamento di fase nei rapporti tra gli Stati Uniti e il resto del mondo, la crisi inevitabilmente sposterà ulteriormente il baricentro dello sviluppo capitalistico nei paesi emergenti dell’Asia. Ma questo secondo aspetto potrebbe addirittura aumentare le contraddizioni e rendere insanabili le ingiustizie e le diseguaglianze che il capitalismo produce. Diventa sempre più urgente che l’Europa definisca in termini innovativi un suo ruolo nella nuova divisione internazionale del lavoro che emergerà alla fine di questa grande crisi. Pena la marginalità e il declino. Di ciò una qualche consapevolezza attraversa anche gli schieramenti di centrodestra che governano in Europa (in Francia e in Germania soprattutto). L’eccezione è l’Italia che sembra del tutto impreparata e impotente.
Ora è del tutto evidente che la sinistra italiana rinascerà e saprà ritrovare una sintonia con il Paese se si dimostrerà capace di ragionare all’altezza di questi problemi. Il 15 febbraio vedremo quanto fondata sia questa nostra aspettativa.

La rinascita della sinistra, 5 febbraio 2009

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2009 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista