Sinistra unita in piazza

L'Unità, 10 ottobre 2008

L’11 ottobre tutta la sinistra italiana, vale a dire le forze che hanno dato vita alla sfortunata esperienza della Sinistra l’Arcobaleno, tornerà a manifestare insieme contro la politica di governo della destra italiana. Dopo mesi di divisioni anche aspre tra i partiti e dentro di essi, questo costituisce una inversione di tendenza. Le prospettive politiche restano diverse ma si è compreso che, comunque, la sinistra non poteva mancare all’appello nel momento in cui appare sempre più evidente l’urgenza di reagire a un attacco senza precedenti che da parte della destra viene condotto – su più terreni: dal lavoro alla scuola e all’università, dalla giustizia ai diritti civili e alla funzione delle autonomie locali – contro valori e conquiste che hanno segnato la vita dell’intera storia repubblicana.
Che la sinistra, fuori del Parlamento e ridotta al suo minimo storico, debba ricominciare da zero il suo cammino, riuscendo finalmente a interpretare le domande e i bisogni di un mondo totalmente cambiato, è fuori di discussione. Ma essa non farebbe alcun passo in avanti se venisse meno “qui” e “ora” al dovere di far sentire la propria voce contro la destra al governo.
Coloro che hanno promosso la manifestazione – circa duecento personalità della politica, della cultura e dei movimenti sociali della sinistra italiana –, ricevendo l’assenso di tutti i partiti, sono consapevoli di non essere i soli a condurre un’azione di contrasto contro la destra. Lo stesso Partito democratico sembra svegliarsi dall’incanto che l’ha travolto sin dalla campagna elettorale, preda come è stato dell’illusione che con Berlusconi e la sua coalizione si potesse costruire un’idea di Paese condivisa. E sarebbe augurabile che la manifestazione del 25 ottobre rappresentasse, almeno da questo punto di vista, una svolta. Di Pietro l’11 ottobre a piazza Navona inizia la raccolta di firme per il referendum sui temi della giustizia, che rimane questione cruciale. Il successo delle manifestazioni della Cgil del 27 settembre e l’esito insperato della vertenza Alitalia potrebbero rompere l’isolamento del movimento sindacale e rendere più difficili le manovre tendenti alla sua divisione, di cui si sono resi protagonisti in questi mesi congiuntamente governo e Confindustria.
E tuttavia i fatti di questi mesi hanno dimostrato che senza una sinistra in campo un’opposizione stenta a nascere. La pretesa autosufficienza del Partito democratico è stata solo causa di divisioni che non hanno risparmiato nemmeno i suoi rapporti interni. Di Pietro ha dimostrato di non riuscire a uscire fuori dal recinto giustizialista che da sempre caratterizza la sua azione politica. La manifestazione dell’11 ottobre ha, perciò, l’ambizione di mettere in campo forze la cui vocazione è invece quella di unire, a partire dai contenuti della piattaforma che sta alla base della mobilitazione. Non si tratta né di dialogare con le altre piazze né di contrapporsi ad esse, ma di parlare con spirito unitario al Paese, sperando che per questa via si realizzino le condizioni per ricostruire un’alternativa a Berlusconi e al suo governo.

L'Unità, 10 ottobre 2008

   
 
         
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