Chi rappresenta le classi subalterne?

Il Manifesto , 3 ottobre 2008

È possibile pensare a una sinistra che ritorni a essere una forza in sintonia con il senso comune popolare di questo Paese se non si spezza il connubio che da molto tempo ormai lega la classe operaia del nord agli orientamenti politici prevalenti in quella parte dell’Italia? Certo che no. Ma questo problema è uno dei tanti rimossi a sinistra che stanno all’origine del vero e proprio disastro che le elezioni di aprile hanno fatto emergere con tutta evidenza. Ora a creare le condizioni analitiche, a sistemare le conoscenze esistenti – insomma a fare il punto su una questione cruciale – per poter provare a formulare una risposta a tale quesito, e cominciare a indicare alcune delle soluzioni, dovrebbe servire il convegno organizzato dall’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra e dal Centro di Riforma dello Stato, insieme alla Camera del Lavoro di Brescia per il 3 ottobre.

Classe operaia e sinistra
Infatti, porre il problema, nell’ambito di un più generale interrogarsi sul lavoro dipendente nel nostro Paese, del difficile rapporto tra classe operaia della parte più sviluppata dell’Italia e sinistra politica non significa solo soffermarsi sul dilagare della precarietà che ha profondamente stravolto la stessa organizzazione del lavoro all’interno delle fabbriche, o sullo smantellamento progressivo dei rapporti negoziali che ne derivano, sulla difficoltà a essere sindacato e sulla breccia che si è aperta ormai da tempo nel sistema di diritti conquistati nei decenni. Questa naturalmente resta la base di ogni iniziativa che voglia proporsi di ripensare il rapporto tra lavoro operaio e politica della sinistra. Ma non basta.
Vi è tutto un aspetto, che a suo modo e per i suoi tempi Gramsci aveva ampiamente indagato in Americanismo e fordismo, e che riguarda la relazione che nella condizione operaia si stabilisce tra lavoro e tempo libero, tra ruolo nella produzione e modelli di consumo, tra lavoro e vissuto che solo in parte è stato in questi anni al centro delle iniziative della sinistra sul lavoro.

Pulsioni xenofobe senza contrasti
Del resto, dalla scarsa attenzione alla dimensione del vissuto operaio nella nostra società in trasformazione nasce anche il fatto che di fronte ai fenomeni indotti dalla globalizzazione (immigrazione, competizione delle economie dei paesi emergenti, ecc.) la risposta di tipo neocumunitaria venata da forti pulsioni xenofobe, che ha trovato nella Lega il naturale interlocutore, non ha avuto contrasti. A ben vedere lo stesso rischio alla fine degli anni Cinquanta e in pieno “miracolo economico” si era corso al nord di fronte all’impatto con l’immigrazione meridionale. Ma allora l’organizzazione sindacale e ancor più la robusta rete delle organizzazioni di base del partito politico di massa (il Pci per intenderci) riuscirono a essere luoghi in cui dal confronto e dalla rielaborazione dei vissuti e delle culture emerse una sintesi superiore. Anche allora con inadeguatezze e ritardi di cultura politica, che, ad esempio l’operaismo degli anni Sessanta non esitò a segnalare. Ma l’”autunno caldo” del ’69 segnò l’apertura di una stagione che realizzò uno sblocco di una situazione di stallo che per tanti versi, sia pure in dimensioni non così estese, appare simile a quella attuale. E un grande ruolo per rovesciare un orientamento che stava prendendo corpo nella classe operaia del nord rispetto agli immigrati l’ebbero le organizzazioni politiche di base della sinistra. Basti solo leggere le pagine autobiografiche di Rossana Rossanda per rendersene conto. Ora dove si potrebbe fare quel lavoro e svolgere quella funzione, capace di fondare il consenso politico su una vera e propria riforma del senso comune?

Il paradosso della crisi d’identità
Alla luce di queste considerazioni appare in tutta la sua portata quello che oggi è, senza ombra di dubbio, un paradosso. L’azione di penetrazione e affermazione delle idee di sinistra tra i ceti medi che la modernizzazione ha orientato in senso progressista si è via via trasformata, nella grande crisi delle identità e dei valori che ha investito gli eredi della sinistra del Novecento, da azione di allargamento delle basi del consenso in un abbandono degli insediamenti sociali di origine essi stessi in trasformazione, che sono diventati come terra straniera. Il passo tra questa condizione e una mutazione identitaria in senso interclassista o, viceversa, di stampo minoritario non è stato poi così lungo.

Una possibile inversione di tendenza
La domanda che credo il convegno di Brescia si debba cominciare a porre è se sia possibile un’inversione di tendenza. Ma, tuttavia, perché questo interrogativo possa poggiare su basi di una qualche solidità, è necessario affrontare anche il tema squisitamente economico di che cosa sia diventata l’industria italiana e di come la piccola e media impresa guardi ai processi di globalizzazione, quali sono gli aggiustamenti ma anche i timori con cui si affronta l’attuale divisione internazionale del lavoro. E, oggi, a tutto ciò si aggiungono le incognite costituite dagli effetti della crisi finanziaria che sta investendo l’economia mondiale e dall’evoluzione che caratterizzerà lo spirito di solidarietà tra lavoratore e imprenditore che costituisce al nord uno dei fattori di coesione di cui si alimentano spirito comunitario e leghismo.

Il ruolo di una politica di sinistra
Insomma, l’interrogativo che sorge è se l’ideologia fondata su paura, protezionismo e ritorno ai valori della tradizione - che Tremonti diffonde a piene mani e sta diventando la spina dorsale della cultura che sostiene l’azione di governo della destra - costituisce il senso comune verso cui condizione materiale e evoluzione del simbolico spingono più naturalmente la classe operaia del nord.
Se così fosse interrogarsi su quale debba essere il ruolo della politica della sinistra e della ricostruzione della sua organizzazione nel Paese e nei luoghi di lavoro è d’obbligo. E se a Brescia si riuscirà solo ad avviare questa discussione, un passo avanti, anche piccolo, sarà fatto.

Il Manifesto , 3 ottobre 2008

   
 
         
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