L’11 ottobre, a sinistra

Left, 3 ottobre 2008

La sinistra italiana si prepara a rialzare la testa. Il colpo subito nelle elezioni politiche di aprile avrebbe potuto essere mortale. E il modo in cui si sono svolti i congressi delle forze politiche che avevano dato vita alla Sinistra l’Arcobaleno, e il loro esito, ha seriamente fatto temere che si fosse giunti a questo punto.
Ora, invece, siamo quasi a una sorta di frenesia attivistica. La maggioranza di Rifondazione cerca di rilanciare la funzione del suo partito, Sinistra Democratica cerca le strade per la costituente di una nuova forza politica della sinistra italiana e naturalmente le fa eco la parte di Vendola che il 27 settembre annuncia un’associazione per avviare un processo dai tratti molto simili. I comunisti italiani insistono sulla loro costituente comunista. Solo i Verdi sono ancora alla ricerca di un percorso al loro interno comune.
Cosa ci può dire se tutti questi appuntamenti e questo intenso confronto interno, che segnalano l’assillo di sfuggire al disastro toccato con le elezioni di aprile, siano il segno di un’effettiva ripresa imminente o il vano agitarsi di forze racchiuse in confini ormai residuali? Le verifiche per sciogliere questo dilemma sono tante, ma una di esse – sicuramente la prima in ordine di tempo – sarà costituita dal successo, ovvero dal fallimento, della manifestazione unitaria di tutta la sinistra indetta per l’11 ottobre contro le politiche di governo della destra italiana. Se la sinistra si saprà mobilitare qui e ora per contribuire a contrastare le scelte di una destra che dimostra di avere l’ambizione di cambiare il paese, di farlo tornare indietro rispetto a fondamentali conquiste della sua storia repubblicana, di cavalcare la crisi economica internazionale e le paure che essa suscita per colpire il lavoro e i redditi più bassi e salvare i privilegi, dimostrerà all’opinione pubblica che oltre a pensare al proprio destino serve oggi all’Italia.
La parte democratica di questo paese ha bisogno di opposizione e, senza la sinistra in campo, questa stenta a crescere. Troppo lentamente il Pd si sta destando dal sogno illusorio di poter costruire con questa destra un modello di paese condiviso. E il protagonismo di Di Pietro non riesce a costruire un’azione di contrasto che superi il recinto dei temi della giustizia, pure cruciali per i destini della democrazia italiana, e troppo evidentemente è preoccupato di lucrare dalle debolezze del Pd piuttosto che unire le opposizioni.
Se, dopo le manifestazioni dell’ottobre, il tema dell’unità di tutte le opposizioni potrà di nuovo essere posto dipenderà dal successo della presenza autonoma in piazza della sinistra unita l’11 ottobre. Si tratta di una manifestazione promossa non dai partiti ma da circa duecento uomini e donne della sinistra che a questi hanno rivolto l’appello di fare insieme opposizione al governo, nonostante la diversità delle prospettive politiche uscite dai congressi. L’impegno di tutti è evitare che essa appaia come l’iniziativa di una parte sola e sia invece anche nel suo svolgimento espressione di una superiore unità.
Alcuni anche sinistra hanno obiettato che se manca una comune proposta politica una manifestazione di piazza lascia il tempo che trova. Ma mobilitarsi per contribuire a costruire l’opposizione sociale e politica a Berlusconi, al suo governo, e al suo progetto per il paese è una proposta politica. E se l’11 ottobre saremo in tante e in tanti ognuno a sinistra avrà sicuramente più titoli per dire la sua nel dialogo che sarà necessario ritessere tra le forze che rappresentano quell’Italia che non si rassegna e non si arrende.

Left, 3 ottobre 2008

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2008 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista