Quattro punti per rimettere in moto la sinistra

rossodisera.info, 30 settembre 2008

Come contribuire a fare in modo che il generoso tentativo fatto il 20 settembre da Sinistra democratica di avviare il processo costituente di una nuova forza di sinistra in Italia non finisca, come è accaduto altre volte, nel nulla? Una prima risposta in positivo è venuta dall’assemblea di Rifondazione per la Sinistra, dove Vendola e i suoi indicando la strada dell’associazione e sottraendosi a ogni tentazione di scissione hanno chiaramente escluso che la Costituente della sinistra possa ridursi al varo dell’ennesimo partitino che entra in lizza con gli altri per contendersi le spoglie di quel misero 3,2% raccolto dalla Sinistra l’Arcobaleno alle elezioni politiche. Ma perché in questo pericolo non si torni a cadere e alla fine non ci si convinga che questo sarebbe meglio di niente, sarebbe importante affrontare bene alcune questioni di metodo e di merito solo appena affrontate nel corso di queste settimane.
La prima riguarda la necessità di ritornare, rispetto all'opinione pubblica e al Paese, sulle motivazioni di fondo, interne e internazionali, che militano a favore della necessità di dare vita a una nuova forza della sinistra italiana. Non si può non comprendere che il vero e proprio terremoto politico che le elezioni di aprile hanno portato alla luce ci impongono di dar conto delle ragioni per le quali è fallito il tentativo di dare vita a questa forza attraverso l'improvvisata convergenza realizzatasi nella Sinistra l'Arcobaleno. Ma bisogna anche interrogarsi sul fatto che nemmeno tentativi che hanno cercato di andare più in profondità (dalla camera di consultazione promossa da Asor Rosa, al documento di Orvieto elaborato da Ars, Uniti a Sinistra e Associazione RossoVerde nell'estate del 2006) hanno pesato poco o nulla nelle dinamiche che hanno attraversato la sinistra politica. Quindi, se si vuole - come io credo sia giusto fare, e come sin da giugno hanno cercato di fare le associazioni che hanno dato vita al Movimento politico per la Sinistra – creare una forza della sinistra italiana che sia all'altezza dei tempi non si può eludere il nodo di una ridiscussione su valori, culture e principi su cui fondarla. Lo impongono, del resto, anche le novità che sono intervenute sulla scena mondiale nel corso di quest'anno: dalla contrapposizione aperta tra Stati Uniti e Russia messa in luce dalla crisi georgiana ai caratteri della crisi economica e finanziaria che da oltre Atlantico si sta estendendo al mondo intero, dal nascere in Europa di una nuova destra autoritaria e aggressiva (di cui quella italiana sembra essere la punta avanzata) all'inedita miscela di protezionismo economico, xenofobia e ritorno a valori tradizionali che investono strati ampi opinione pubblica.
La seconda questione è che, se si vuole effettivamente costruire una forza radicata e di ispirazione popolare suscettibile di tornare a avere ampi consensi, non si può non mettere in primo piano la necessità di una riforma dell'agire politico, della riaffermazione del suo carattere democratico, dei meccanismi di legittimazione dei gruppi dirigenti che, come ha sottolineato Aldo Tortorella nel corso della riunione del 20 settembre promossa da Sinistra democratica, nella situazione attuale non possono non passare attraverso forme di ampia consultazione popolare che investano i gruppi dirigenti e le proposte politiche.
In terzo luogo bisogna discutere bene di quale politica delle alleanze una tale forza dovrebbe essere protagonista. Se appaiono del tutto prive di fondamento le tendenze estremistiche alimentate dalla sconfitta che puntano all'opposizione come condizione identitaria e di lungo periodo della sinistra, bisogna comprendere che non basta rievocare il centrosinistra, anche se accompagnato dall'aggettivo “nuovo”, per rimettere in campo una forza di sinistra a vocazione maggioritaria. Infatti, sul versante della politica bisogna accompagnare il processo di costruzione di una nuova forza con un giudizio più circostanziato sulle tendenze in atto nell'intero sistema politico: è irreversibile l'orientamento sostanzialmente bipartitico da parte delle forze maggiori? l'evoluzione del sistema politico nella forma assunta dopo la nascita del Partito democratico e del Popolo delle libertà assumerà una forma relativamente stabile o non è affatto terminata la lunga transizione in cui tutte le forze politiche sono sottoposte a un permanente trasformazione? Sul versante dei rapporti sociali è necessario comprendere che è difficile pensare a un nuovo centrosinistra se non si delinea i tratti di un rinnovato compromesso sociale tra capitale e lavoro che allo stato attuale – viste le scelte di Confindustria - non si intravvede nemmeno all'orizzonte. E nessuna azione politica che punta a costruire una politica delle alleanze nuova per la sinistra può prescindere dall'indicazione delle condizioni materiali su cui deve poggiare. A ben vedere il fallimento dell’Unione e del Governo Prodi dovrebbe essere cercato proprio nel fatto che questo problema è stato del tutto rimosso.
La quarta e ultima questione è che se si vuole avviare un processo veramente inclusivo è necessario che tra tutti coloro che a sinistra dichiarano di voler lavorare per un nuovo soggetto politico della sinistra italiana vi sia un esplicito reciproco riconoscimento. Non va bene restringere il confronto a partire da convergenze, vere o presunte, che si ritengono già acquisite. Per esempio, tutta la discussione sul cosiddetto “partito sociale” (prospettiva su cui è giusto nutrire molte riserve di fondo) non è essa stessa parte di una discussione che guarda alla necessità di costruire una forza politica che sia nuova nelle forme e nei contenuti dell’agire politico?
Così come sarebbe bene che tra coloro che operano per la costruzione di una nuova sinistra in Italia ci sia un confronto aperto e alla pari. Mi riferisco in particolare ai rapporti tra tutte le associazioni che hanno dato vita al Movimento politico della sinistra – alcune delle quali hanno guardato con maggiore simpatia a Ferrero nello scontro interno a Rifondazione – e le prospettive che Sinistra democratica e Rifondazione per la sinistra dicono di voler perseguire. Ne guadagneremmo tutti in chiarezza e in efficacia per gli appuntamenti che sono di fronte a noi.

rossodisera.info, 30 settembre 2008

   
 
         
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