La sinistra dell’11 ottobre
Un primo segnale, un buon inizio

La Rinascita della Sinistra, 18 settembre 2008

Quella che sembrava un’impresa impossibile solo dieci giorni fa, oggi è sulla dirittura d’arrivo. Dopo l’incontro tra i promotori e i partiti della sinistra di venerdì scorso è apparso del tutto evidente che la manifestazione di tutta la sinistra contro le politiche del governo Berlusconi ci sarà. E sarà l’11 ottobre come i promotori avevano chiesto. E il primo segnale di inversione di tendenza che è possibile cogliere a sinistra dopo la disfatta elettorale di aprile e la stagione dei congressi che hanno ulteriormente aggravato le divisioni.
Rispetto a tante perplessità, anche legittime, alla fine è prevalso il buon senso e è stata raccolta da più di duecento sottoscrittori la sostanza dell’appello lanciato a luglio a titolo individuale da esponenti della Sinistra unita e plurale di Firenze e del Movimento politico della Sinistra (che raccoglie le principali associazioni politiche di sinistra, dall’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra a Socialismo XXI, da Uniti a Sinistra alla Rete femminista e al Forum Ambientalista). Sulla politica del sospetto reciproco che spesso caratterizza il logorante confronto all’interno di forze che, tutte insieme, rappresentano (è bene non dimenticarlo mai) poco più del 3% dell’elettorato, è prevalso il senso di responsabilità rispetto al Paese.
Infatti, la destra al governo sta procedendo, senza incontrare ostacoli significativi né nell’opinione pubblica e né nelle attuali minoranze parlamentari, in una vera e propria restaurazione reazionaria che tocca tutti i piani, quello dei valori condivisi della nazione sanciti dalla Costituzione, le relazioni sindacali e i diritti civili, le grandi istituzioni del welfare, dalla sanità alla scuola, ai diritti di chi lavora. E intanto nessuna risposta viene formulata per contrastare l’incalzare del carovita. E mentre gli enti locali sono strozzati dalla politica finanziaria di Tremonti, il progetto di federalismo fiscale che il governo si accinge a varare getta le basi di una società più iniqua e segnata da enormi diseguaglianze.
Non c’è dubbio che a questa azione di governo della destra, che si è rivelata più determinata nel portare in porto i suoi obiettivi di quanto anche i più pessimisti tra noi pensassero fosse capace, meriterebbe proposte alternative e una diversa agenda politica tesa a affrontare da sinistra i problemi dell’Italia. Ma intanto di fronte a tanti cittadini che si vedono privati di ogni protezione, che in assenza di altre voci possono anche cedere alle lusinghe che sul versante populista della sua azione la destra lancia a settori di opinione pubblica, vittime della paura che crisi economica e assenza di prospettive genera nel Paese, è bene far sentire con forza i no di una coerente opposizione politica e sociale.
Naturalmente la manifestazione dell’11 ottobre è solo un punto di partenza. Contemporaneamente alla sua preparazione, e successivamente, sui temi caldi dello scontro politico e sociale è bene che in tante città italiane si promuovano iniziative specifiche rivolte - dalla scuola al mondo dei precari, ai lavoratori che vedono mettere a rischio il loro posto di lavoro – a singoli settori e tese ad affrontare le questioni specifiche che l’azione del governo mette in campo. L’obiettivo è quello di costruire un’opposizione larga, una mobilitazione permanente, che siano capaci di produrre quell’inversione di tendenza nell’opinione pubblica che le incertezze e le ambiguità che sin qui hanno caratterizzato l’iniziativa del Pd ha contribuito a ostacolare.
E’ ovvio che le differenze a sinistra non sono sparite per incanto. Restano le diverse prospettive strategiche che non solo i partiti, ma anche associazioni e movimenti, indicano per il futuro della sinistra italiana. E resta anche una differenza di fondo relativa ai rapporti tra la sinistra e le opposizioni che sono rappresentate in Parlamento, tra chi ritiene che non vi siano le condizioni per stringere alcun rapporto e chi invece pensa che alla fine contro la destra bisogna realizzare una più ampia unità del centrosinistra.
Ma tutto ciò è bene che resti sullo sfondo dell’iniziativa e della mobilitazione in vista della manifestazione dell’11 ottobre. Qualunque siano gli orientamenti che dovranno prevalere a sinistra è bene che questa non manchi al primo è più elementare appuntamento. Quello di far sentire la sua voce, unitaria, contro la destra. E’ bene che siano l’esperienza e l’azione di massa, piuttosto che le congetture di questo o quello, a dirci quale debba essere la strada che è più giusto percorrere per ricostruire a sinistra una funzione politica che sia sentita come utile dal Paese.

La Rinascita della Sinistra, 18 settembre 2008

   
 
         
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