Costruire una nuova forza della sinistra italiana.
Un obiettivo comune

www.sinistra-democratica.it, 16 settembre 2008

Sinistra democratica il 20 settembre mette a disposizione di tutte le forze di sinistra orientate a perseguire una innovazione politica e culturale, al fine di rispondere alla crisi profonda messa in luce dalle elezioni e dall’andamento dei congressi, il suo progetto di costruzione di una nuova forza della sinistra in Italia.
Non si può non rispondere che positivamente a questa iniziativa soprattutto da parte di chi tale obiettivo se lo pone da anni e ha anche cercato, più recentemente, con il documento scaturito dal seminario di Orvieto del luglio 2006 (promosso dall’Ars, Uniti a Sinistra e dall’Associazione RossoVerde) di indicare alcune delle basi culturali di cui una nuova sinistra avrebbe bisogno.
Naturalmente questa impresa ha un senso se tutti saremo in grado di uscire dal recinto entro il quale siamo stati costretti dal risultato elettorale di aprile. Il problema principale – ai fini della costruzione di una sinistra nuova - non è quale orientamento prevarrà nell’ambito delle forze che oggi insieme rappresentano poco più del 3% dell’elettorato, ma se c’è chi saprà porsi dal punto di vista della società italiana nel suo complesso, dei suoi problemi e delle sue contraddizioni, e trovare gli strumenti politici e organizzativi che siano coerenti con questa impostazione.
La costruzione di una nuova forza politica della sinistra si rivelerebbe un’impresa vana se servisse solo a mettere insieme in una nuova formazione politica tutti coloro che a sinistra si dicono interessati a questo obiettivo, senza contemporaneamente avviare quel processo politico e sociale che incominci a affrontare il nodo da un ventennio irrisolto, e cioè quali sono le strade e gli strumenti per costruire una forza politica d’ispirazione popolare e radicata nel Paese dopo la fine dell’epoca dei partiti di massa.
Porsi questo problema – cosa che a giugno hanno fatto le associazioni che hanno dato vita al Movimento politico per la Sinistra – comporta alcune conseguenze. La prima è che una nuova sinistra nasce non animata da uno spirito di scissione che si esercita sui partiti attualmente esistenti ma da un lavoro di costruzione nel Paese, in termini di organizzazione sul territorio e nei posti di lavoro, di formazione del senso comune, di una ricostruzione diffusa della presenza unitaria nelle istituzioni. La seconda è che se tutto dovesse precipitare in un’operazione politica che fosse inaugurata dalla presentazione di liste alle elezioni europee, come mi è sembrato di cogliere in alcuni interventi di Sinistra democratica, si rischierebbe di fare un altro passo falso. Inaugurare la costruzione di una sinistra nuova con un risultato elettorale per forza di cose modesto e sottoposto alla competizione di altre liste a sinistra non sarebbe proprio un buon inizio. La terza è che, invece, la promozione per le scadenze amministrative imminenti di liste civiche di sinistra a vocazione unitaria, selezionate attraverso procedure democratiche e partecipative, potrebbero costituire un utile contributo a un progetto comune e, probabilmente, ridare ossigeno a coalizioni di centrosinistra che appaiono allo stato attuale difficili da realizzare anche a livello locale.
L’iniziativa del 20 settembre di Sinistra democratica, e quella successiva del 27 settembre in cui la componente di Rifondazione che fa capo a Nichi Vendola preciserà la sua collazione e funzione nella sinistra italiana, incroceranno la preparazione della manifestazione unitaria a sinistra dell’11 ottobre contro le politiche della destra. Sarebbe bene mantenere distinti i due piani, anche perché ciò di cui si discuterà il 20 settembre riguarda la prospettiva e la manifestazione invece esprime la necessità di segnalare una reazione tempestiva all’azione di governo della destra. Ma a me pare indubbio che il successo di un’iniziativa politica di tutta la sinistra non possa che essere una risorsa per chi è impegnato a costruire una stagione nuova, che metta finalmente fine dopo venti anni alla lunga crisi figlia delle sconfitte del secolo scorso.

www.sinistra-democratica.it, 16 settembre 2008

   
 
         
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