Solo l’unità delle sinistre può fermare l’avanzata della destra

rossodisera.info, 3 settembre 2008

La stagione dei congressi delle forze politiche della sinistra che è seguita al disastro elettorale di aprile sembra avere per ora archiviato il sogno unitario che, sia pure in modo così sfortunato, la Sinistra l’Arcobaleno aveva rappresentato a sinistra per tanti e per tante. Da questo trauma la sinistra italiana non si è ancora ripresa e, a volte, dopo le vicende della primavera e dell’inizio dell’estate sembra essere precipitata in un incubo.
La destra, attraverso la sua quotidiana azione di governo, disfa l’Italia, la sua istruzione pubblica, il suo sistema sanitario, e attraverso i progetti di federalismo fiscale la sua coesione nazionale. E tutto questo avviene all’insegna di orientamenti dell’opinione pubblica che soffiano a favore della destra, dando legittimazione ai suoi valori, alle sue pulsioni egoistiche e xenofobe. Ad aprile del 2008 non c’è stata solo una vittoria elettorale, ma un paese troppo a lungo (da venti anni) in bilico tra destra e sinistra che ha deciso di buttarsi da una parte, quella peggiore, perché a lungo deluso e frustrato dai governi di centrosinistra sulla possibilità di trovare una via d’uscita in avanti dal suo declino.
Il Partito democratico è come paralizzato di fronte a questa scelta, prigioniero dei suoi pregiudizi, di un’alternanza “bipartisan” che sostanzialmente, sul piano sociale, fa riferimento allo stesso blocco sociale a cui si ispira la destra. E stenta a capire la grande mutazione che il governo Berlusconi tenta di operare nel paese.
La sinistra priva di un progetto è rientrata nei vecchi recinti e dà nel complesso una spiegazione “novecentesca” del suo fallimento. I suoi gruppi dirigenti l’attribuiscono o a un difetto di radicalismo, il che sfocia in un’inevitabile deriva minoritaria, o all’opposto in un difetto di apertura alle relazioni politiche. Nessuno seriamente s’interroga su come radicare di nuovo tra la gente del nostro paese e i problemi che attraversano la sua vita quotidiana una sinistra politica che serva innanzitutto all’Italia.
Se si ragiona così si comprende che l’unica strada – visto l’esito dei congressi – per ridare una prospettiva alla sinistra è lavorare perché essa assuma un ruolo autonomo, e possibilmente unitario, nella costruzione dell’opposizione al governo della destra, di un’opposizione che stenta a nascere e che il Pd non è assolutamente – da solo - in grado di garantire e rappresentare.
E quanto alcuni di noi del Movimento politico per la Sinistra, che raccoglie il grosso delle associazioni politiche che nel corso di questi anni hanno contribuito alle esperienze di Sinistra europea e della Sinistra l’Arcobaleno, e della Sinistra unita e plurale di Firenze dalla fine di luglio sostengono e tentano di realizzare.
In questi giorni vedremo se dalle forze politiche di sinistra, quale che sia la prospettiva per cui lavorano, verrà il segnale di una inversione di tendenza, se saranno in grado cioè di dimostrare con i fatti che contro le azioni di governo della destra l’esistenza di una convergenza. Vi qualche segnale positivo, la possibilità di una svolta che suonerebbe come un incoraggiamento a color che non hanno dimesso la prospettiva di una nuova e moderna forza della sinistra italiana.

rossodisera.info, 3 settembre 2008

   
 
         
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