Lettera aperta ai lavoratori Fiat di Melfi.

"Cari amici e compagni,
avrei voluto essere insieme a voi oggi in questo primo giorno di sciopero contro il piano di ristrutturazione assunto unilateralmente dalla Fiat. Altre circostanze me lo hanno impedito ma ciò non significa che sia meno partecipe della vostra lotta e dei vostri problemi.

L'industria dell'auto nel nostro paese è a una svolta drammatica che potrebbe decretarne anche la fine. La vostra lotta difende, quindi, il posto di lavoro di tanti di voi ma anche la possibilità di riaprire una prospettiva per questo importante settore dell'industria italiana.

Sebbene quello di Melfi sia lo stabilimento meno colpito da tagli occupazionali e da prospettive di drastico ridimensionamento sarebbe illusorio considerarlo fuori dall'occhio del ciclone. Se alle spalle dell'attività della Sata viene meno un intero ciclo che parta dalla Ricerca e Sviluppo sul terreno della qualità e dell'innovazione, anche per Melfi si aprirà la fase del declino. E il passaggio, forse inevitabile, del settore auto della Fiat alla General Motors in queste condizioni sarebbe un disastro.

Quindi, accanto alle lotte sindacali e all'apertura di un tavolo negoziale in sede governativa è importante che si sviluppi un'incisiva azione parlamentare che affronti tutti gli aspetti della questione, a cominciare da quelli relativi alla tutela dell'occupazione e del reddito dei lavoratori per finire agli assetti proprietari. Da questo punto di vista è necessario approfondire quale possa essere l'impegno pubblico dello Stato ma anche degli enti locali e delle Regioni interessate per assecondarne l'ampliamento e il rafforzamento.

La famiglia Agnelli è ormai di fatto fuori dalla partita e all'appuntamento con il processo d'integrazione internazionale c'è bisogno che arrivino altri interlocutori nazionali, pena la svendita e lo smantellamento di gran parte dei siti produttivi.

Si apre dunque anche per Melfi e per la Basilicata una partita difficile e complessa. Sappiate che, per quel che mi riguarda, vi parteciperò al vostro fianco.

Piero Di Siena

Roma, 11 ottobre 2002

   
 
         
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