Lettera aperta
alle lavoratrici e ai lavoratori della Sata e dell'indotto.

  Siamo stati con voi nella lotta dei 21 giorni alla Fiat di Melfi, abbiamo condiviso la vostra indignazione contro le cariche della polizia ordinate dal governo Berlusconi, gioito per la vittoria realizzata alla fine di quell'aspra vertenza sindacale che ha aperto una nuova stagione per le operaie e gli operai di Melfi e per tutti i metalmeccanici italiani, che dal vostro successo hanno tratto la forza per condurre avanti la lotta per il contratto nazionale.


Sappiamo naturalmente che tutti i problemi della Fiat di Melfi non sono stati risolti, che rischi seri per l'occupazione si sono manifestati nelle fabbriche dell'indotto e che la produzione della Grande Punto viene sostenuta con un ricorso troppo ampio e indiscriminato ai contratti a termine e al lavoro interinale. Resta poi aperto il conflitto sulla gestione degli straordinari, sull'orario e sui turni. I salari sono ancora troppo bassi. E nemmeno la tendenza da parte delle aziende al ricorso ingiustificato a misure disciplinari è stata del tutto superata.
E infatti l'operaio Tonino Innocenti ingiustamente licenziato aspetta da anni di essere reintegrato nel suo posto di lavoro.

La nostra ambizione è continuare a essere nelle istituzioni della Repubblica punto di riferimento politico della vostra azione per trovare insieme a voi le soluzioni in grado di migliorare le vostre condizioni di vita e di lavoro.

Vogliamo perciò assumere con voi impegni precisi:
 

  1. superare nel prossimo parlamento nazionale, secondo la decisione assunta da tutto il centrosinistra, la legge 30 che ha consentito di rendere precari anche dentro i vostri stabilimenti tanti rapporti di lavoro.
  2. sostenere politicamente tutte quelle azioni sindacali tese a stabilizzare gli attuali lavoratori interinali e a portare a termine quei processi di mobilità orizzontale dalle fabbriche dell'indotto in crisi (come la Reina, dove pure siamo riusciti a passare dai provvedimenti di mobilità alla cassa integrazione) alla Sata.
  3. promuovere, di concerto con gli enti locali, un vero e proprio piano che riguarda i servizi sociali (asili nido e scuole materne) viabilità e trasporti per i lavoratori e le lavoratrici della Sata.
  4. avviare una discussione sulle scelte di politica industriale nel settore dell'auto nella prospettiva che l'area industriale di Melfi diventi sempre più il centro dell'industria automobilistica italiana dal punto di vista della ricerca relativa all'innovazione di prodotto e per le relazioni con i paesi del bacino del Mediterraneo.
    Per tutto questo è necessario che l'Italia riacquisti la fiducia in se stessa, che si possa guardare a un futuro nel quale il paese riprenda il cammino, che la libertà e la dignità di chi lavora siano rispettate, che vi sia una maggioranza di governo dove la sinistra sia forte.

Aiutateci con il vostro voto a realizzare tutto ciò. Vi chiediamo, perciò, nelle elezioni per il Senato della Repubblica di votare la lista dei Ds nella quale siamo candidati.

Antonietta Botta
Piero Di Siena

26 marzo 2006

 

   
 
         
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