Raggiunta l’intesa a Melfi. Un buon accordo

"Con questa intesa una nuova tappa verso l'esaurimento del 'regime speciale' dello stabilimento lucano", Dichiarazione del senatore Piero Di Siena.

"L’intesa raggiunta alla Sata di Melfi sui 17 turni tra la Fiat e i sindacati è un buon accordo. Deve certo, ora essere sottoposto all’approvazione delle lavoratrici e dei lavoratori dello stabilimento lucano. Ma non c’è nessuna ragione che non venga accettato. L’accordo indica una linea di tendenza. Costituisce cioè una nuova tappa del percorso che porta a un generale e progressivo miglioramento delle condizioni di lavoro nello stabilimento lucano della Fiat e conduce irreversibilmente verso l’esaurimento di quella sorta di "regime speciale" secondo il quale a Melfi si lavora più che in ogni altra fabbrica di automobili e si guadagna meno.

La Fiat di Melfi in queste settimane ha dimostrato, con l’altissima astensione dal lavoro nei turni di domenica notte delle due ultime settimane, di essere lo stabilimento più combattivo della Fiat ma anche quello dove le rappresentanze dei lavoratori sono in grado di negoziare e stringere accordi.

La vertenza di Melfi ci dice che se la Fiat vuole dare respiro a questo suo rinnovato impegno nel settore dell’industria automobilistica deve aprire un nuovo capitolo nella storia dei suo rapporti con il sindacato, che superi una certa tradizione “sabauda” nella concezione delle relazioni industriali e la sciagurata pratica degli accordi separati.

Il successo dei nuovi modelli costituisce certamente un passaggio indispensabile per delineare il suo futuro. Ma dopo il fallimento dell’intesa con General Motors i problemi dell’integrazione internazionale restano tutti aperti e non risolvibili nel quadro delle "joint ventures" a raggiera che il nuovo menagement sta costruendo su singole operazioni industriali con partners diversi, dai francesi agli indiani di Tata.

Melfi costituisce il crocevia e il cuore di questo complesso di problemi. Ora è dunque giunto il momento da guardare con gli occhi di Melfi, e a partire dalla sua esperienza, ai problemi più generali dell’industria automobilistica italiana. Ed è bene che questo inizi farlo la politica, a partire anche dalle istituzioni della Basilicata (la regione che ospita lo stabilimento Sata) che sono governate dal centrosinistra, le quali debbono perdere il riflesso condizionato di costituire in fondo una periferia di un complesso di relazioni i cui input possono partire solo da Torino".

29.09.2005

   
 
         
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