La Giunta lucana attenta al futuro della Fiat di Melfi
La Gazzetta del Mezzogiorno, 28 novembre 2007

La lettera aperta che l'assessore regionale alle Attività produttive, Vincenzo Folino, ha indirizzato il 16 novembre al ministro Bersani e all'aministratore delegato della Fiat dimostra un'inedita attenzione da parte della Giunta regionale per le scelte di politica industriale e per il futuro dello stabilimento di Melfi nel quadro dell'evoluzione dell'industria dell'auto in Italia. Né poteva essere diversamente, dato che è ormai evidente che - come dimostra l'analisi contenuta nell'importante saggio di Rocco Viglioglia apparso sull'ultimo numero di "Decanter" - senza la Fiat l'economia lucana sarebbe in recessione, nonostante i fondi europei e la congiuntura economica favorevole.

Non sfugge, naturalmente, che Folino non faccia alcun cenno al deteriorarsi delle relazioni sindacali in Sata e alla scelta a dir poco scandalosa da parte dell'azienda di arrivare al licenziamento in tronco di quattro lavoratori, di cui uno rappresentante della Rsu di fabbrica, in seguito a un'inchiesta giudiziaria della cui consistenza è lecito dubitare.
Questa circostanza non sta solo a testimoniare la tradizionale idiosincrasia per il conflitto operaio di coloro che si apprestano a diventare il gruppo dirigente del Pd in Basilicata, ma è anche il sintomo di un approccio per alcuni versi discutibile alle stesse scelte industriali di cui Folino lodevolmente inizia ad occuparsi.

Nella posizione espressa dall'assessore alle Attività produttive si avverte infatti l'eco di orientamenti che nel corso di questi anni sono stati sostenuti dalla Uilm, consistenti nella sostanza nel vedere nella ricostruzione di una missione produttiva per Mirafiori e Termini Imerese il principale ostacolo a un futuro sicuro per lo stabilimento di Melfi. E' del tutto evidente che, se le prospettive industriali dei diversi stabilimenti Fiat si giocano nell'ambito di una competizione interna al gruppo al fine di accaparrarsi a scapito degli altri i nuovi modelli, appare privo di costrutto mantenere aperto con l'azienda un confronto sull'organizzazione del lavoro e su corrette relazioni sindacali. In una situazione siffatta agli operai non resterebbe altro da fare che starsene buoni e sperare che la bassa conflittualità ponga in "pole position" il proprio stabilimento nella gara sui modelli.

Che questo modo di ragionare abbia avuto una certa presa sui lavoratori della Sata di Melfi lo dimostra il fatto che la Uilm ha segnato dei punti a suo favore nelle recenti elezioni per le Rsu. Ma la verità è che si tratta di un ragionamento che non corrisponde alla realtà e serve solo per agitare fantasmi al fine di orientare le preoccupazioni dei lavoratori sul futuro dello stabilimento e distoglierle dalla qualità del regime di fabbrica.

Melfi come gli altri stabilimenti Fiat hanno un futuro solo in un quadro di espansione del settore dell'auto italiano che sia duraturo e abbia valore strategico. In questa prospettiva, invece che candidarsi a uno degli attuali nuovi modelli, che rappresentano ancora il tratto congiunturale di breve periodo dell'azione di rilancio operata da Marchionne dell'auto italiana, sarebbe bene che la Sata si candidi a sostituire la Grande Punto quando la Fiat avrà messo in produzione quella autovettira che abbia le stesse funzioni leader che la Punto ha oggi nel panorama dei modelli Fiat.

Più pertinenti invece mi sembrano i riferimenti, sia pur fuggevoli, che Folino fa al tema della ricerca a Melfi (rispetto a cui la Fiat non ha mantenuto gli impegni contratti all'indomani della lotta dei 21 giorni) e al destino dell'indotto che non può ormai dipendere prevalentemente dalle commesse derivanti dallo stabilimento di Melfi e deve invece affrontare in mare aperto la sfida della competitività nel complesso e vasto mercato della componentistica dell'auto.

Insomma, è sicuramente un fatto positivo che le forze politiche lucane e il suo personale di governo affrontino i problemi del futuro dell'industria dell'auto a partire dalle esigenze dello stabilimento Fiat di Melfi. Ma è bene che lo facciano con una visione d'insieme che sia contemporaneamente meno angusta e più aderente alla realtà. Tocca alla sinistra lucana collocare questa discussione su un terreno più adeguato. E siamo certi che in quella sede l'assessore alle Attività produttive vorrà portare e ricevere quei contributi di conoscenza e di giudizio che solo un confronto di ampio respiro può produrre.

La Gazzetta del Mezzogiorno, 28 novembre 2007

   
 
         
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