FIAT Melfi, lo sciopero apre un confronto decisivo

"Presenteremo presto in Senato una mozione che impegni il governo a fare la propria parte per una soluzione della crisi Fiat"

Dichiarazione del senatore Ds Piero Di Siena, della commissione Lavoro

"Lo sciopero del settore auto, indetto unitariamente dai sindacati dei metalmeccanici, apre un confronto aspro e difficile, oserei dire decisivo, sul futuro di questo settore vitale per l’assetto produttivo e per l’intera economia del nostro paese. A quest'iniziativa vanno il mio pieno appoggio e tutta la mia solidarietà", dichiara il senatore Ds Piero Di Siena, della commissione Lavoro di Palazzo Madama.

"I lavoratori hanno deciso di far valere il loro punto di vista su una questione, le scelte industriali e l’assetto azionario della Fiat, che i diversi management che si sono succeduti in questi anni al Lingotto hanno dimostrano di non essere in grado di affrontare adeguatamente e di avviare a soluzione".

"A questa iniziativa, promossa in modo unitario da una categoria per anni divisa sul contratto di lavoro, non può rimanere estranea la politica della sinistra e tutto il centrosinistra. Non può esservi un futuro dell'auto in Italia senza un forte intervento pubblico e un coordinamento delle strategie di politica industriale su scala europea.

Per questo, insieme al senatore Maconi sto preparando una mozione che impegni il Governo a fare la propria parte e a uscire dalla sostanziale abulia con cui nel corso di questi anni ha affrontato le vicende della Fiat".

"Oggi le lavoratrici e i lavoratori della SATA di Melfi - ha proseguito il senatore - che la scorsa primavera sono stati all’avanguardia nel confronto tra le parti nel settore dell'auto in Italia, non possono partecipare allo sciopero perché in cassa integrazione.

E' tempo che in Basilicata, come del resto in tutta l’Italia centromeridionale, dove è concentrata la maggior parte degli stabilimenti FIAT, le istituzioni locali e la Regione affrontino i problemi del settore dell'auto anche in termini di politica industriale. Del resto la situazione delle fabbriche dell’indotto dell’area di San Nicola di Melfi richiede, da questo punto di vista un intervento che tempestivo per fare fronte ai primi inquietanti segnali di crisi e di delocalizzazione delle attività.

So bene che le istituzioni locali non hanno pressoché alcun potere in materia di politiche industriali e tuttavia ritengo necessario che il Mezzogiorno, e la Basilicata, dove si trova lo stabilimento Fiat più moderno e più alta produttivo, diano un contributo a sostegno della necessità di un intervento pubblico".

04.11.2004

   
 
         
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