Cultura, il Ministero acquisti le carte di Carlo Levi

I senatori del centrosinistra eletti in Basilicata Piero Di Siena (Ds) e Giampaolo D'Andrea (Dl) hanno scritto oggi una lettera a Giuliano Urbani affinché il ministero dei Beni culturali eserciti il diritto di prelazione per l'acquisto di una parte rilevante dell'archivio di Carlo Levi, venduta all'asta fino al 17 agosto.

"Ci troviamo di fronte a un patrimonio culturale di valore generale per la comprensione dell'identità italiana - scrivono i due parlamentari - che merita di essere mantenuto nella sua unitarietà e tutelato dallo Stato".

Ecco il testo della lettera:

"Egregio signor Ministro,
il 17 giugno a Roma è stato venduto all’asta una parte dell’archivio di Carlo Levi, ancora in possesso della sua famiglia, dopo che Levi stesso aveva lasciato il corpus principale della sua produzione e del suo epistolario alla Fondazione che porta il suo nome. Le carte della Fondazione sono collocate presso l’Archivio di Stato e, secondo il parere di autorevoli studiosi che da decenni si occupano dell’opera di Levi, quelle vendute all’asta - se non integrate con quelle già depositate - potrebbero perdere gran parte del loro valore documentario.

Per questa ragione le chiediamo che il suo ministero eserciti il diritto di prelazione nell’asta in questione, che scade il 17 agosto. Sappiamo che una richiesta in tal senso Le è giunta dal presidente della Basilicata, Filippo Bubbico. Ci permettiamo di fare altrettanto in qualità di parlamentari eletti in Basilicata. E’ noto che l’intera opera di Levi è stata segnata dalla “scoperta” della nostra regione e che il rapporto di Levi con la Basilicata ha costituito, tra alterne fortune, uno dei punti di vista più significativi della relazione che ricorrentemente si istituisce tra il Mezzogiorno e le sensibilità più moderne che nascon o nel nord del paese.

Ci troviamo quindi di fronte a un patrimonio culturale di valore generale per la comprensione della stessa identità italiana, che merita di essere mantenuto nella sua unitarietà e tutelato dallo Stato.

Sicuri della sua sensibilità

Sen. Piero Di Siena
Sen. Giampaolo D'Andrea

30.07.2004

   
 
         
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