Di Siena, Folena e Vendola si autodenunciano alla procura di Melfi: "anche noi, nel 2004 davanti ai cancelli della Fiat".

La Procura di Melfi ha aperto un'indagine sulle vicende del 21 aprile 2004, prima delle cariche della Polizia. Piero Di Siena, Pietro Folena e Nichi Vendola si autodenunciano.

Lettera aperta alla Procura della Repubblica di Melfi

"Non c’eravamo davanti alla Fiat di Melfi il 21 aprile 2004, giorno sul quale la procura di Melfi ha aperto un’indagine in cui sono coinvolti il segretario della Fiom di Basilicata, Giuseppe Cillis, e altri 17 lavoratori e rappresentanti sindacali di fabbrica. Ma c’eravamo i giorni successivi e soprattutto il 26 aprile, giorno nel quale la polizia caricò i lavoratori davanti i cancelli della fabbrica per rimuovere impedimenti simili a quelli contestati come reati il 21 aprile".

E' quanto scrivono, in una lettera aperta alla Procura di Melfi, il senatore Piero Di Siena, l'onorevole Pietro Folena e il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola.

"Possiamo affermare con assoluta certezza che nelle ore che abbiamo trascorso con i lavoratori in lotta a nessuno è stato fisicamente impedito di recarsi al lavoro e presumiamo che altrettanto sia accaduto nei giorni precedenti.

Comunque se di reato si trattasse, a maggior ragione esso ci sarebbe stato quando le forze dell’ordine hanno ritenuto di dover intervenire. E noi ne saremmo responsabili al pari dei lavoratori indagati.

Insomma, se si vogliono perseguire lavoratori e dirigenti sindacali si abbia il coraggio di essere conseguenti e di mettere sotto processo un’intera classe dirigente – parlamentari, consiglieri regionali e provinciali, sindaci e amministratori locali – che seppe in quella occasione schierarsi attivamente dalla parte delle giuste rivendicazioni delle lavoratrici e dei lavoratori della Fiat di Melfi".

1 agosto 2006

   
 
         
Copyright © Piero Di Siena.net 2005 | best view 800x600 | webmaster | Aggiungi il sito ai tuoi Preferiti | contatt@mi | credits
Melfi l'Unità il manifesto liberazione emergency.it critica marxista