Rimettiamo al centro le attese di regione e società

Ma c’è qualcuno che in questo aspro conflitto che si è aperto in giunta regionale si occupa del destino dei lavoratori e delle lavoratrici ex Aias che avevano riposto nella "delibera della discordia" parte delle loro speranze per il futuro? C’è qualcuno, insomma, che si premura di dare loro le necessarie rassicurazioni sul fatto che nulla per quanto li riguarda è compromesso? C’è poi qualcuno, a parte i sindacati, che si preoccupa del fatto che sembra cha all’Aias di Melfi – incredibile a dirsi! – molti lavoratori e molte lavoratrici non percepiscono lo stipendio da ben nove mesi?

Non ci sono dubbi sulle buone ragioni che hanno indotto il presidente della Regione a assumere una decisione che egli stesso definisce "drastica". E arroganza e spirito di ritorsione, a causa del ritiro dalla Giunta della delegazione della Margherita, rischiano di prevalere nei rapporti tra le forze del Centrosinistra lucano, che dovrebbero essere invece improntati al dialogo e al rispetto reciproco. Non bisogna dimenticare, del resto, che le premesse ci sono tutte. Infatti, il congresso regionale della Margherita ha fatto del revanscismo verso i Ds e una loro presunta vocazione egemonica l’unico collante di una compagine attraversata da numerose linee di frattura interne.

Ma, detto questo, resta il quesito: chi è che risponde agli interrogativi che ho posto? Bubbico, con la prudenza che lo contraddistingue, cerca di circoscrivere il conflitto che è scoppiato in giunta a una questione di "amministrazione", anzi di "buona amministrazione", e afferma che tutto ciò niente ha a che fare con i rapporti tra le forze politiche di maggioranza. Comprendo la tendenza a sdrammatizzare da parte del presidente della Regione. Ma mi permetto di avanzare un qualche ragionevole dubbio su questo suo argomentare. "Politica" e "amministrazione" non sono cose separate tra loro, e si dà "buona amministrazione" e quindi "buona politica" a seconda di "come" si risponde ai problemi dei cittadini. Insomma, al tipo di domande che mi sono permesso di fare. Altrimenti l’impressione che il conflitto politico sia solo il frutto di uno scontro di potere nella gente comune diventa fortissimo, e sarà difficile far vivere ai cittadini una ritrovata coesione del centrosinistra (obiettivo che deve essere in cima ai nostri pensieri) come un valore della politica democratica della nostra Regione.

E allora le forze politiche del centrosinistra e i loro gruppi dirigenti si diano in questi giorni l’obiettivo di superare i contrasti ma anche di utilizzare, diciamo così, questo "ncidente di percorso" nella vita della giunta regionale come l’occasione di un confronto politico aperto che abbia come oggetto i problemi di fondo della nostra regione e i bisogni della sua gente. Si faccia in modo, cioè, che all’"oggetto misterioso" che è stato al centro della verifica regionale durata quasi un anno, e chiusasi altrettanto misteriosamente nell’autunno scorso, si sostituisca l’avvio effettivo di quella "svolta" nella vita politica regionale invocata dallo stesso presidente della Regione all’indomani dell’apertura delle inchieste giudiziarie del 2002 e poi ancora della straordinaria mobilitazione di Scanzano contro il cimitero delle scorie nucleari.

"La Gazzetta del Mezzogiorno", 17 febbraio 2004

   
 
         
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