Lettera aperta all'assessore Straziuso.

"Gentile assessore,
nel farle gli auguri per l'incarico da lei appena assunto vogliamo sollecitarla a promuovere un confronto pubblico sul futuro di una struttura sanitaria i cui destini costituiscono un aspetto cruciale dello sviluppo e dell'assetto civile della zona nord della Basilicata, che corrisponde territorialmente al collegio che noi rispettivamente rappresentiamo nei due rami del Parlamento nazionale.

Ci riferiamo al Centro oncologico di Rionero in Vulture, che sin dalla campagna per le elezioni politiche dello scorso ci è apparso come in una condizione di stallo e esposto a rischi seri di declino.
Infatti, i ritardi che nel corso degli anni si sono accumulati nella realizzazione del progetto originario possono alla lunga produrre fenomeni di demotivazione nello stesso personale sanitario che a tale progetto aveva creduto e su cui aveva investito.

Quando si assume un'iniziativa come quella del Crob di Rionero noi pensiamo che si debba essere ambiziosi. Infatti, se non si persegue l'obiettivo di costruire un presidio che per il livello della ricerca effettuata e i metodi di cura praticati diventi rapidamente un punto di riferimento per gran parte di tutto il Mezzogiorno continentale, si può aprire la strada a un'esperienza che per la sua perifericità territoriale rispetto ai centri di maggiore addensamento demografico del meridione corre il rischio di essere relegata nella marginalità e in una condizione di basso profilo.

Questa situazione di stallo e i ritardi che ne derivano da alcuni viene attribuita al modo in cui l'ospedale è gestito. Ma è nostra opinione che, se problemi di questa natura esistono, essi siano non la causa ma l'effetto di incertezze di indirizzo che riguardano la politica sanitaria regionale.

E' nostra opinione che da parte della Regione non ci sia stato un investimento convinto sulla scelta da essa stessa compiuta dell'assoluta priorità del Centro di Rionero nel campo dell'oncologia in Basilicata e che col tempo siano prevalse riserve, tuttavia ma i esposte esplicitamente, sull'opzione compiuta. Ci sono molti indizi che ci dicono che le cose stanno in questo modo, a cominciare dalla decisione di fare investimenti cospicui che riguardano il campo dell'oncologia in altri ospedali regionali.

Ci è chiaro che, probabilmente, le difficoltà in cui versa il progetto che riguarda Rionero possano risalire alla generale situazione di incertezza di cui in questa legislatura ha sofferto l'attuazione del piano regionale sanitario elaborato da Bubbico - in quanto assessore alla Sanità - in quella precedente. Né ciò ci stupisce, sapendo per esperienza che le riforme è difficile enunciarle e deciderle, ma è ancora più difficile attuarle. Tuttavia, sicuramente non sfugge alla sua attenzione il fatto che se nel caso degli altri ospedali noi possiamo trovarci di fronte a ritardi e inadempienze nell'azione di riordino, nel caso di una esperienza come quella avviata a Rionero ulteriori rinvii possono comprometterne irrevversibilmente l'esito.

Le chiedamo quindi che sul Crob di Rionero si apra una discussione pubblica a più voci, che si arrivi anche eventualmente a una "conferenza di produzione" in cui tutti gli attori, a cominciare dal personale sanitario, possano far sentire e far pesare le proprie opinioni. Infatti, la realizzazione di un progetto come quello avviato a Rionero richiede non solo decisioni dall'alto e una forte determinazione nell'azione di governo ma un vero e proprio salto culturale fondato sulla partecipazione di tutti, un rapporto plurimo e non univoco con i diversi indirizzi e le differenti esperienze presenti nella comunità scientifica italiana e internazionale, una sensibilizzazione dell'opinione pubblica del circondario che, purtroppo, ha vissuto sinora l'istituzione del Crob più che come una sfida di alto livello scientifico e culturale come una mera "fabbrica" di posti di lavoro.

Se lei vorrà avviare questo confronto teso a accelerare la realizzazione del progetto relativo al Crob di Rionero sappia che troverà in noi collaborazione sostegno.

Cordialmente
Piero Di Siena
Mario Lettieri

7 novembre 2002

   
 
         
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