Solidarietà a Bubbico.

L'atto di intimidazione di tipo mafioso verso il Presidente della Regione Basilicata, che si ripete negli stessi termini per la seconda volta, si inseriscein un contesto nel quale sono evidenti gli elementi di deterioramento della convivenza civile nella Regione. Gli omicidi di Melfi, le minacce al "Quotidiano" e a esponenti del volontariato cattolico sono tutti segnali di una presenza criminale che non solo si organizza ma persegue i suoi oscuri obiettivi con metodi finora sconosciuti. Deve altresì inquietare l'ardire che questi criminali dimostrano nel puntare con le loro minacce così in alto.

Nell'esprimere la più piena solidarietà a Filippo Bubbico, bisogna contemporaneamente sottolineare che c'è bisogno di un salto di qualità nell'azione investigativa di magistratura e forze dell'ordine, di cui dopo i fatti di Melfi ho chiesto al ministero dell'Interno un incremento della presenza, in numero e in qualità delle capacità di indagine. E' inaudito che su tanti episodi inquietanti non si sappia letteralmente nulla e che si arrivi a minacciare per la seconda volta il Presidente della Regione senza che sul primo episodio si sia mai fatto un passo avanti per quanto riguarda la ricerca dei responsabili. Non aiuta a diradare questa cortina fumogena attorno a fatti di chiara origine criminale, una certa sottovalutazione che circola anche nel ceto politico regionale sulla loro gravità e pericolosità. In questi casi meglio drammatizzare che sottovalutare, al fine di soffocare sul nascere qualsiasi sintomo di degenerazione della vita civile della Regione.

24 maggio 2003

   
 
         
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