27.07.2005
La classe operaia del Sud, una risorsa per la sinistra
Liberazione, 13 luglio 2010
La reazione che i lavoratori Fiat, in questi giorni a Melfi, le scorse settimane a Pomigliano, e nel corso di tutto l’anno a Termini Imerese, stanno avendo di fronte al tentativo di Marchionne di fondare la riorganizzazione del settore dell’auto in Italia su una sorta di “dittatura” dell’impresa, ripropone il tema di quale ruolo possa svolgere in questa delicata fase della vita nazionale la classe operaia del Mezzogiorno.
È una questione permanentemente sottovalutata e misconosciuta da parte delle stesse forze della sinistra meridionale. Una concezione della politica come mera ricerca del consenso a breve (che come i risultati dimostrano a sinistra produce solo catastrofi anche dal punto di vista elettorale) ha fatto passare nei fatti in secondo piano un problema che richiede ben altri tempi e modi per essere affrontato. segue »

 
27.07.2005
La sinistra e la crisi politica. Un’alternativa per l’emergenza
Il Manifesto, 1 agosto 2010
Alcuni giorni fa Claudio Grassi, in un articolo apparso sul Manifesto, ha chiesto al giornale e all’Associazione per il Rinnovamento della Sinistra di farsi interpreti della proposta di una sorta di patto di unità d’azione a sinistra avanzata da un appello prima pubblicato da Liberazione e poi dal Manifesto, e di cui noi stessi siamo stati tra i firmatari, e di farsi parte dirigente di un eventuale sviluppo di tale iniziativa a settembre.
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27.07.2005
Robot e organizzazione del lavoro alla Fiat di Melfi
Critica Marxista, 3-4, 2010

Agli inizi degli anni Novanta, la costruzione dello stabilimento di Melfi da parte della Fiat fu l’espressione tangibile che per l’industria dell’auto in Italia si apriva un “nuovo corso”. Si trattava cioè di realizzare, anche nel nostro Paese, quel modello di organizzazione della produzione che si era imposto nell’industria automobilistica giapponese e quel tipo di organizzazione del lavoro che va sotto il nome di “toyotismo”.
Si trattò di una scelta che allora fu presentata come “rivoluzionaria” dal management della Fiat (e teorizzata già dall’89 con grande enfasi dall’allora amministratore delegato Cesare Romiti in un seminario per i quadri aziendali tenuto a Marentino). “Qualità totale”, “fabbrica integrata”, “produzione snella”, “just in time” e “prato verde” divennero le parole d’ordine di un nuovo modo di fare l’automobile, la risposta alla crisi del fordismo.
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Piero Di Siena
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Essere comunisti, perché?
Per una teoria della sinistra del XXI secolo

Interventi di:
Piero Di Siena, Bruno Steri, Maria Luisa Boccia, Giovanni Mazzetti e Luigi Cavallaro, Luigi Vinci, Sergio Cararo
   
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